Savona, il Pd s’inventa «garantista a intermittenza»

Garantismo a intermittenza. Così è stato definito da alcuni l'atteggiamento finora tenuto dal gruppo consiliare provinciale savonese del Partito Democratico nei riguardi della vicenda giudiziaria che vede coinvolto Stefano Parodi, Presidente del Consiglio Provinciale di Savona, oggetto di un'indagine della Procura di Genova su presunte mazzette per costruzioni edilizie. Mentre dal centrodestra, per spirito di coalizione, ma soprattutto per stima e forte ispirazione di garanzia, la solidarietà è presente fin dal primo giorno, affiancata dall'invito «a proseguire nell'incarico che ha svolto con serietà, correttezza e professionalità», dalla minoranza di centrosinistra continuano a giungere, oggi come ieri, segnali contrastanti. Una solidarietà monca, quella del Pd in Provincia di Savona, che da una parte ha sempre riconosciuto la serietà e la correttezza dell'ex Sindaco di Albissola Marina, ma dall'altra ne ha prima suggerito, quindi espressamente richiesto, le dimissioni. Caro avversario, ti stimiamo, confidiamo che tu possa dimostrare la tua estraneità ai fatti, però per ora è meglio se ti togli di mezzo. Così sostengono, optando per una sorta di vicinanza con riserve, con buona pace di quel principio del diritto chiamato presunzione di innocenza, qui reinterpretato a proprio piacimento in chiave giustizialista: «C'è una distinzione tra presunzione di innocenza che riguarda tutti i cittadini e la responsabilità di chi ricopre cariche pubbliche», ha dichiarato più volte il capogruppo democratico in Consiglio Provinciale, Marco Russo.
Come dire che chi ha cariche pubbliche, in queste situazioni, oltre a correre il rischio di essere pubblicamente e mediaticamente messo alla gogna pur in attesa di giudizio, è anche obbligato a godere di meno diritti rispetto agli altri. E dire che Parodi, fin dall'inizio, ha sempre tenuto un comportamento ineccepibile, non scegliendo la strategia delle barricate, ma aggiornando puntualmente il Consiglio sull'evolversi della vicenda, anche nel corso della più recente seduta di martedì, dove ha comunicato la chiusura delle indagini preliminari e ha ribadito la propria assoluta fiducia nella magistratura. Niente da fare: i democratici, che da un lato dichiarano di non voler entrare nel merito del procedimento penale, dall'altro parlano di dovere di trasparenza e distinguono tra piano giudiziario, politico e morale. Il tutto, ovviamente, condito da attestati di stima e ringraziamenti per la puntualità degli aggiornamenti. Ulteriori sintomi della schizofrenia del garantismo a singhiozzo, nuovo disturbo che da mesi colpisce la sinistra savonese.