Savona rivendica la paternità della farinata di grano bianco

Lo sancisce un atto notarile della locale Accademia italiana della cucina

Gustosa, originale, dal sapore un po' particolare, la famosa farinata è uno dei piatti simbolo della cucina ligure, anche se è possibile gustarla in altre zona d'Italia. La versione più diffusa del noto piatto è «in ceci», ma ne esiste anche una «in grano» e la disputa su quale sia la migliore non si risolverà mai, dal momento che i gusti di tutti, compresi quelli di chi la assaggia per la prima volta, sono come le idee: ognuno ha le proprie e si devono rispettare.
«A Faina gianca», quella cioè preparata con farina di frumento, viene cucinata solo a Savona, come rivendica la sezione di Savona dell'Accademia italiana della cucina, che, attraverso un atto notarile, redatto dal notaio di Cairo Domenico Rossi, ha voluto sancire ufficialmente l'origine savonese del piatto, indicando le regole precise,a cui, da ora in poi, devono attenersi scrupolosamente quanti desiderano cucinarla. Tali indicazioni riguardano innanzitutto gli ingredienti impiegati, che sono: semola di frumento, sale, olio extravergine d'oliva ed acqua di fonte; il metodo di preparazione e cottura e le modalità in cui deve essere servita.
Così, con orgoglio campanilistico, il presidente della sezione savonese dell'Accademia, Giuseppe Robatto, figura assai nota a Savona, per le sue doti di buongustaio, confermate dalla mole, oltre che per la carica attuale che ricopre di giudice di pace del tribunale, dopo la firma dell'atto notarile, ha voluto chiamare a raccolta i suoi sostenitori, nella trattoria «Vini e Farinata», che si trova in via Pia, la più antica e storica della città di Savona. «Il locale Vini e Farinata non è stato scelto a caso» dichiara Robatto. «A Savona e in provincia ci sono tantissimi locali in cui si può gustare un'ottima farinata, ma il più antico, stando ai nostri dati, è quello di Via Pia». Percorrendola, infatti, il profumo ed il sapore dell'originale piatto, si diffondono dovunque, invitando chiunque all'assaggio. Se si vuole rispettare la tradizione savonese, secondo l'indicazione che fornisce Robatto, bisogna, però, ordinare prima la farinata bianca, che deve essere servita calda e, solo dopo, quella di ceci. Per quanto rigorose le regole consentono di proporre varianti della fainà gianca. Nella ricetta si legge che può essere insaporita con alcune erbe aromatiche, come il rosmarino, la rucola, l'erba cipollina e che si può integrare con baccalà carciofi, salciccia sminuzzata, cipolle affettate, novellame di sarda, formaggio in pasta filante.