Savona, spiagge libere pulite grazie ai detenuti

Sono in due e ogni mattina lavorano con pala e rastrello togliendo cartacce, bottiglie e spazzatura di ogni tipo lungo gli arenili

Eliana Biagini

«Le spiagge libere di Savona non sono mai state così pulite come quest'anno, da quando cioè le puliscono i carcerati!» affermano molti frequentatori dell'arenile savonese. Sono in due, lavorano con pala e rastrello, tolgono cartacce, bottiglie ed ogni tipo di sporcizia che si accumula sulla spiaggia. Arrivano alle 6, vestiti con maglietta rossa e calzoncini verdi ed, entro le 10, sorvegliati da agenti confusi tra la folla, hanno pulito i diversi tratti liberi del litorale di Savona.
«Lavorano con zelo e non hanno mai creato, con comportamenti indisciplinati, difficoltà ai bagnanti. E nessuno è scappato buttandosi in mare!», ironizzano i bagnanti che in questo periodo affollano le spiagge savonesi e che condividono il processo di rieducazione e di reinserimento sociale, attraverso lavori di pubblica utilità, dei detenuti che scontano la pena carceraria presso il «S. Agostino», deciso per quest'estate, dalla precedente amministrazione comunale di Savona, la Casa Circondariale e l'Ata.
L'accordo mira ad utilizzare il lavoro dei detenuti soprattutto a scopo turistico ed ambientale, in una città che ha ambizioni in tale senso.
Ai detenuti, che lavorano per 5 giorni alla settimana, con il supporto dei dipendenti dell'Azienda di Tutela Ambientale, è assicurata la copertura assicurativa e la direzione del carcere provvede, in caso di malattia od infortunio, alla sostituzione del personale. Peccato, però, che prima di ora, cioè di quando ci si è accorti che i carcerati avrebbero potuto sollevare il comune da qualche onere economico, all'amministrazione non sia importato affatto di loro! La Casa circondariale di Savona, infatti, un ex convento agostiniano costruito nel 1370 ed adibito a carcere dal prefetto napoleonico Chabrol nel 1870, è stato giudicato dalle autorità competenti, che lo hanno visitato anni fa, uno dei peggiori d'Italia. In passato, in questa struttura totalmente fatiscente, hanno transitato ogni anno 600 detenuti in attesa di giudizio, in un'area che ne può contenere solo 50. Ve ne sono attualmente 60, alcuni dei quali in condizioni di semilibertà.
Il ministero di Grazia e Giustizia, da diversi anni, ha deciso la costruzione di un nuovo carcere, che dovrebbe ospitare 300 detenuti ed ha chiesto al comune l'individuazione di un'area adatta. Tanta acqua è passata da allora sotto i ponti, ma, fino a pochi mesi fa, nessun territorio è stato considerato idoneo! Ai timidi tentativi d'individuazione di un'area sono nate opposizioni feroci ed anche le proposte di costruirlo in altri comuni della Provincia sono state duramente bocciate dai sindaci interessati. Dopo tanta pena, finalmente, è stato deciso di costruirlo in località Passeggi, sopra Quiliano ed il ministero di Grazia e Giustizia a febbraio ha dato il via libera, ma nemmeno una pietra è stata posta nel luogo indicato! E la sinistra ha di nuovo vinto le elezioni, a Savona!