Il sax di Lee Konitz si fa in tre A 80 anni è ancora un grande

Il sassofonista Lee Konitz è uno dei massimi artisti jazz: ha appena compiuto 80 anni ed è tuttora in attività. La celebrazione in musica dell'evento era atto dovuto: prima assoluta a New York, seconda assoluta al Teatro Manzoni di Milano per «Aperitivo in concerto». Naturalmente, l'ente milanese ha offerto al pubblico lo stesso programma. Ma si sa come sono gli americani, a volte esagerano: Konitz con un quartetto d'archi, Konitz con il suo nonetto, Konitz con l'Orquestra Jazz de Matosinhos, più cambi di scena laboriosi. Risultato: un concerto di quasi tre ore che il pubblico ha accolto in modo insolito. Entusiasti i giovani che conoscevano poco Konitz e ne hanno ammirato la sonorità, il fraseggio, la creatività e la bellezza degli assoli. Perplessità pignole, invece, fra i meno giovani che hanno trovato da ridire su qualche incertezza e qualche difetto d'intonazione del solista, pensando a com'era tempo fa. Ma hanno sbagliato: non è questo il modo, oggi, di ascoltare Konitz.