Say, parabola (al contrario) di un prodigio

Prendete il pianista tipo: passato da bimbo prodigio, un continuo bruciar le tappe, nascita e formazione nelle metropoli statunitensi, nella Mitteleuropa o nell'Europa orientale. Bene, con il pianista Fazil Say, oggi (ore 21) in Conservatorio per la Società dei Concerti, questo prototipo si rovescia nell'esatto contrario. Si parte dalle questioni geografiche: Say è nato ad Ankara ed è in Turchia che è stato introdotto alla musica, solo a diciassette anni traslocava in Germania, prima a Dusseldorf quindi a Berlino. Il riconoscimento che l'ha portato alla ribalta è arrivato nel 1994, cioè relativamente tardi, tardi secondo la tempistica di un interprete di rango: era la vittoria dello Young Concert Artists International Auditions di New York. Altro aspetto che fa di Say un bastian contrario è la flessibilità del repertorio. Perché oltre a frequentare il pianismo di tradizione, con punte nel prediletto Mozart, cede spesso e volentieri alla sirena del jazz. Jazz che, in qualche modo, finisce sempre per infiltrarsi nei suoi recital, addirittura Say ha fondato il Worldjazz Quartet insieme al virtuoso turco di Ney, Kudsi Ergüner. Per la musica da camera, il pianista si trova i partner nel contesto ortodosso, vedi la violinista con cui si esibirà mercoledì, la moldava Patricia Kopatchinskaja, ma senza problemi si spinge anche in terre extra classiche: vedi le collaborazioni con Bobby McFerrin. Il cerchio si chiude infine con il suo essere pianista-compositore, una regola per gli artisti d'Ottocento, un'eccezione assoluta per gli interpreti d'oggi e pure del Novecento. Un compositore poliedrico che spazia dal mondo della musica per film, in genere turchi e giapponesi, ad ironici adattamenti jazz di pagine di Paganini e Mozart. Ha scritto l'oratorio Nazim, su testi del poeta turco Nazim Hikmet e battezzato alla presenza del Presidente della Turchia, così come è autore di balletti commissionati dalla città di Vienna in omaggio alle celebrazioni 2006 di Mozart.
Mercoledì, il concerto che Say condivide con la violinista Patricia Kopatchinskaja, sarà un'occasione per appurare le sue abilità di camerista, ma anche di compositore: accanto alla Sonata di Ravel alla Sonata op.47 Kreutzer di Beethoven, Say propone una sua Sonata.
Sala Verdi Conservatorio, ore 21
Tel. 02 66986956/02 66984134