Sayed, il senato afgano ritira la conferma della condanna a morte del giornalista

Gli appelli da tutto il mondo (anche quello generoso dei lettori del <em>Giornale.it</em>) hanno sortito il primo effetto: il senato di Kabul scrive l'Independent on line,  ha definito un &quot;errore tecnico&quot; la sua decisione di
approvare la condanna a morte. Ora la battaglia è per far tornare in libertà il giovane giornalista. <font color="#ff6600"><a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani" target="_blank"><strong>MANDA LA TUA SOLIDARIETA', SCRIVI</strong></a> </font><font color="#ff6600"><font color="#333333">sul blog di <em>Alberto Taliani</em></font></font>

Roma - Con un chiaro voltafaccia, il Senato afghano ha ritirato la conferma della condanna a morte del giornalista Sayed Pervez Kambaksh, giudicato colpevole di blasfemia per aver stampato da internet un articolo sui diritti delle donne. Lo scrive l'Indipendent online, spiegando che in un comunicato la Camera alta afghana ieri ha definito un "errore tecnico" la sua precedente decisione di approvare la condanna a morte di Sayed pronunciata da un tribunale di Mazar-i-Sharif. Ciò non significa che il giovane giornalista sarà rimesso in libertà, scrive il quotidiano, ma certo questa mossa del Senato aumenta le speranze che egli possa tornare in libertà.

Da settimane è in corso una campagna mondiale - di personalità politiche, media, organizzazioni dei diritti umani - per salvare Sayed dal patibolo. Ierri anche il Giornale.it ha aderito all'appello e sono arrivate centinaia di mai. E sempre ieri presidente degli eurodeputati di Fi, Antonio Tajani ha rivolto un appello alla stampa italiana di far "ascoltare la sua voce per salvare la vita" del giornalista invitando "giornali, tv e radio" a seguire l'esempio della stampa britannica che si è già mobilitata con articoli e raccolte di firme". E oggi il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, dalle colonne di 'Liberal' chiede al ministro degli Esteri Massimo D'Alema di fare un passo ufficiale nei confronti del governo afghano.