«È sbagliato andare a caccia di ex terroristi»

RomaPaolo Cento, anni fa firmò un appello in favore della liberazione di Cesare Battisti... Lo rifarebbe?
«Certo che lo rifarei! Trovo poco dignitoso farmi condizionare da una campagna vastissima che lo ora lo vuole a tutti i costi in galera... Comunque non ero il solo a firmare quell’appello: c’erano intellettuali, politici, artisti...».
Quindi non condivide neppure Napolitano che ha scritto a Lula per dire di essere «stupito e rammaricato» del suo timore che Battisti possa essere perseguitato per le sue idee politiche?
«Credo che l’Italia dovrebbe invece domandarsi come mai Francia e Brasile vedono così il nostro sistema giudiziario e carcerario».
Ma non la imbarazza questa posizione? Non pensa al figlio di Torregiani o di Sabbadin, vittime di Battisti?
«Be’ sì, un po’ di imbarazzo ce l’ho. Ho molto rispetto per le vittime del terrorismo, sia rosso sia nero. È chiaro che le mie proposte devono essere condizionate a un risarcimento anche morale per tutte le vittime».
Ma non crede che il risarcimento sia vedere che chi ha sbagliato paghi?
«Trovo sbagliato andare a caccia di questo o quell’ex terrorista all’estero. E credo che quella stagione vada chiusa politicamente con un atto di riconciliazione».
Un colpo di spugna?
«Né un colpo di spugna né una rimozione forzata... Soltanto una presa di coscienza di cosa sono stati quegli anni. Ormai il terrorismo è stato sconfitto e le proposte di amnistia politica, in passato, è arrivata anche da esponenti del centrodestra».
Senta, ma se al posto di Battisti ci fosse un ex terrorista nero, facciamo uno Zorzi o un Cavallini?
«Direi le stesse cose. Odio i due pesi e due misure e penso che non si possa essere garantisti a giorni alterni e a seconda delle circostanze. Le dirò di più...».
Prego...
«Dal punto di vista giudiziario non ho avuto problemi a porre dei dubbi pure sulle sentenze di condanna per la strage di Bologna che hanno colpito Mambro e Fioravanti».
Certo che Battisti... Non le dà fastidio il suo atteggiamento così arrogante?
«Guardi... Battisti in tutti questi anni non ha mai fatto nulla per guadagnarsi neppure un briciolo di mia stima personale. Non ho né simpatie umane né politiche per l’uomo. Ma questo non c’entra con il mio essere favorevole a una riconciliazione sugli anni di piombo».
Ma è sufficiente la motivazione del «è passato così tanto tempo...». Per Priebke è passato ancora più tempo, non trova?
«Be’ no... Priebke è stato protagonista di una vicenda imparagonabile. Qui si parla di una vera e propria strage di civili innocenti, di nazifascismo».