Ma è sbagliato scaricare ogni colpa sulle gomme

C i eravamo abituati, negli ultimi anni, a considerare una specie di due mondi in ogni singolo gran premio iridato: il gran premio della Ferrari e quello degli inseguitori. Alcuni piloti addirittura lottavano per cercare di essere i primi della seconda gara, tra quelli che inseguivano le due Ferrari di Schumacher e Barrichello. Purtroppo Montecarlo - in sintonia con l’inizio di questa stagione 2005 - ha evidenziato che la Ferrari è precipitata tra quelle appartenenti al mondo che insegue. Tutti gli altri sono competitivi, lottano per la pole position, lottano per la vittoria, e se Alonso leader lotta per il campionato del mondo, va riconosciuto che tutti sono competitivi.
La Ferrari con la 10ª e 11ª posizione è già in una situazione drammatica dopo le prime prove, ma quello che spaventa sono i 2” e mezzo di distacco di ambedue le Rosse dalla pole position di Kimi Raikkonen, che ha un vantaggio incolmabile tanto che le seconde prove di qualifica non potranno permettere alcun recupero, al massimo un miglioramento marginale.
La situazione della Ferrari non dipende soltanto dalle gomme, ma anche da qualcosa di più. Due secondi e mezzo sono troppi per pensare solo a Bridgestone. La macchina non ha inserimento, non è reattiva, non è rapida nei cambi di direzione e Schumacher sembra aver perso aggressività. Questo probabilmente è il tema della Ferrari a Montecarlo e purtroppo avremo una seconda qualifica ed un gran premio in cui la Ferrari resterà nel mondo delle inseguitrici, e molto distante dai primi.