«Sbagliato vendere tutto a un solo azionista»

Finalmente Tabacci l’ha detto: niente Borsa

Basilio Rizzo, oltre che presidente del consiglio comunale, lei è anche azionista di Sea.
«Ho una azione. Una».
Dovesse servire per mantenere gli aeroporti della Lombardia in mano pubblica?
«Tranquilli, pronto a metterla a disposizione».
Lei e la sinistra siete sempre stati contro la vendita al privato delle società partecipate.
«Avessi potuto scegliere, non avrei certo venduto Sea e Serravalle. E, dovendo vendere, avrei venduto in un momento migliore».
Perché tutta questa fretta?
«Perché mancano dei soldi al bilancio del Comune e bisogna rispettare il Patto di stabilità».
Si dice che Palazzo Marino potrebbe spostare i pagamenti ai fornitori di qualche mese e vendere col mercato più allegro.
«Lo escludo, questo non si fa».
E sforare il Patto di stabilità?
«Assolutamente no. Per tre motivi: perché la legge si rispetta, perché Milano in un momento difficile deve dare l’esempio e perché se non lo rispettassimo l’anno prossimo dalla Stato arriverebbero 4-500 milioni in meno per i servizi ai milanesi».
Che dice della vendita a pacchetto di Sea più Serravalle?
«Non è la soluzione che preferisco. Non mi piace che si venda in blocco a un unico azionista».
E cosa si poteva fare?
«Meglio l’azionariato diffuso».
Cosa le piace?
«Il prezzo. Trovo che contemperi l’esigenza di ottenere i soldi per rispettare il Patto di stabilità con il dovere di non svendere le nostre quote. È assolutamente un momento sbagliato per vendere, ma siamo obbligati a farlo».
Il Comune deve mantenere il 51 per cento?
«Non si scenda assolutamente. In tutto il mondo gli aeroporti sono controllati dal pubblico. Il Comune deve controllare il piano industriale, difendendo i lavoratori e il territorio».
Allora niente Borsa.
«Finalmente lo ha detto chiaramente anche l’assessore Bruno Tabacci».
È un bando fatto apposta per il fondo F2i di Vito Gamberale?
«Si sono messi molti paletti. Ma bisogna difendere la democrazia».
La democrazia?
«È giusto che chi compra abbia diritto a due membri nel consiglio di amministrazione, mentre chi ha vinto le elezioni si debba tenere il vecchio cda senza poter partecipare alle decisioni?».