Sbai: «Dal Consiglio d'Europa accuse ideologiche»

La parlamentare del Pdl risponde alle accuse di razzismo sollevate dal commissario Hammarberg: «Nel suo viaggio in Italia era assieme ai politici di Rifondazione: è condizionato, si avvicinano le elezioni europee...». L'appello: «Torni a visitarci da solo»

«Non obiettivo e ideologicamente condizionato», bastano poche parole alla parlamentare del Pdl, Souad Sbai, per bollare come inadeguato e fuori-target l'ultimo rapporto sulla condizione degli immigrati in Italia secondo il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, lo svedese Thomas Hammarberg.
La presidente dell'associazione donne marocchine in Italia ricorda il precedente dell'estate scorsa, quando il Consiglio d'Europa bacchettò per la prima volta il nostro Paese accusando le forze dell'ordine di violenze ai danni della comunità rom. «Mi ricordo bene di Hammarberg e della sua visita a Roma - perché mi colpì il fatto che era accompagnato ovunque da una delegazione parlamentare di Rifondazione Comunista, che faceva allusioni sui campi nomadi visitati soltanto nei momenti di emergenza». Anche per questo, a sentire la Sbai l'uscita del commissario è anche... sospetta. «Capisco che siamo in piena campagna elettorale e che ci sia qualcuno che abbia interesse a dare un'immagine negativa dell'Italia, ma vorrei invitare Hammarberg a visitare il nostro paese da solo e senza condizionamenti ideologici». I problemi, per nulla nuovi, sono evidenti. «Come "porta Sud dell'Europa" dobbiamo sopportare massicce ondate di clandestini che sbarcano sulle coste, senza che vi sia un vero coordinamento e una vera cooperazione in tema di gestione dei flussi migratori. Le nostre strutture - ammette la Sbai - sono sovraccariche, l'emergenza è diventata fatto quotidiano».
Infine c'è spazio per la riflessione all'interno della maggioranza. «Nel Popolo della Libertà - racconta la deputata - si sta verificando un vivace dibattito per istituire un quadro legale e giuridico nuovo sull'immigrazione irregolare, libero da relativismi o zavorre ideologiche, che finora hanno solo fatto danni». Infine l'ultima «dritta» al Consiglio d'Europa: «Il signor Hammarberg si legga il rapporto Unar (l'ufficio del ministero delle Parti Opportunità che si occupa di buone pratiche d'integrazione, ndr) nel quale si evince la reale situazione dell'immigrazione in Italia».