Sbanda l’auto brasiliana Fiat nella bufera cede il 5% in Borsa

In agosto il mercato sudamericano, dove Torino è leader, è sceso del 15%

da Milano

Per superare la crisi dell’auto la Fiat punta sui paesi emergenti. Ma i mercati sono nervosi e basta una notizia negativa dai paesi ad alta crescita ad affossare il titolo. È quello che è successo ieri, con la quotazione dell’azione Fiat a Piazza Affari salita la mattina e crollata nel pomeriggio, lasciando alla fine sul terreno il 5,1%.
In mattinata l’amministratore delegato Sergio Marchionne da New Delhi, dove ha presentato la Linea, vettura che sarà lanciata sul mercato indiano a gennaio, si è dichiarato ottimista e ha illustrato le prospettive del gruppo in India, Brasile e Cina, tre delle economie sulle quali di questi tempi si regge la crescita mondiale. Il manager ha affermato che la crisi europea e americana ha ormai toccato il punto più basso e che le prospettive per il resto del 2008 e per il 2009 non possono che essere migliori. Ieri, peraltro, l’amministratore dell’Alfa Romeo, Luca De Meo si è detto soddisfatto delle prevendite della nuova MiTo (sarà nei concessionari nel prossimo week end con una innovativa campagna basata sul web), confermando gli obiettivi di produzione di 70-80mila vetture l’anno.
Ma è sui mercati emergenti che il gruppo punta a fare le performance maggiori. In India la Fiat, ha spiegato Marchionne, punta a una quota di almeno il 10%. «Attraverso l’alleanza con Tata - ha detto l’ad - la nostra speranza è di riuscire a conquistare una quota di mercato a doppia cifra». Nei prossimi mesi dal nuovo stabilimento di Ranjangaon, nel distretto industriale di Pune, uscirà la Linea, berlina media che è il primo prodotto comune della joint venture siglata un anno fa con il gruppo indiano. In India la Fiat sta cercando alleanze anche per i camion Iveco e per i trattori di Cnh, oltre ad essere «disponibile» a fornire i motori per i marchi Jaguar e Rover, che Tata ha comprato da Ford all’inizio di quest’anno.
Marchionne ha parlato anche della situazione del mercato cinese, spiegando che sono in corso trattative con diversi soggetti. Va ricordato che un anno fa la Fiat ha siglato un memorandum d’intesa con Chery Automobile, quarta casa automobilistica cinese, che nelle intenzioni di Fiat dovrebbe produrre 175 mila auto l’anno (si parla di Grande Punto, Linea, Bravo, e Alfa Romeo 159 e 147), con inizio produzione previsto nel 2009 (il partner cinese si è però dichiarato cauto sulla data d’avvio). Tra i nuovi alleati potrebbe esserci, secondo indiscrezioni non confermate, Guangzhou Automobile e l’obiettivo delle nuove partnership è quello di vendere 300 mila vettura in Cina dopo il 2010.
Riguardo al Brasile, dove la Fiat è già il marchio leader, con il 25% del mercato (335mila vetture vendute nei primi sei mesi di quest’anno, più 26% sullo stesso periodo del 2007) Marchionne ha affermato che si tratta di uno dei mercati più promettenti. Solo che proprio dal Brasile nel pomeriggio è arrivato un dato negativo sulle immatricolazioni di agosto: il 15% in meno rispetto a luglio. Notizia che è stata sufficiente a far invertire bruscamente la tendenza del titolo Fiat.