Sbandati e rumenta: commercianti in fuga dal salotto di Genova

A due passi da Corvetto, in galleria Errico Martino, il degrado totale: molti i negozianti che hanno deciso di abbassare le saracinesche e di arrendersi dopo l’abbandono da parte delle istituzioni locali

Saracinesche abbassate per il troppo degrado in cui da anni è sprofondata Galleria Errico Martino. Uno scandalo che quotidianamente si ripresenta sotto gli occhi dei pochi esercenti, che nonostante l'abbandono in cui versa questa zona nel pieno centro cittadino, continuano faticosamente ad accendere le luci nei loro negozi. Proprio così, la galleria che da via XII Ottobre sbuca nella trafficata e rinomata piazza Corvetto è diventata terra di nessuno, o meglio di barboni, tossicodipendenti e balordi, che soprattutto durante le ore notturne, ne diventano i padroni incontrastati. «Non ne possiamo più - lamenta Anna, la titolare della lavanderia Portoria -. In questa galleria non passa più nessuno perché molte persone hanno paura. Al mattino quando arrivo dal negozio trovo davanti all'entrata barboni che dormono, cartoni accatastati e tanta sporcizia. Persino dentro i buchi e le crepe che s'intravedono nelle colonne in cemento della galleria i drogati abbandonano le siringhe. È davvero assurdo che si debba assistere ad un degrado simile proprio nel pieno centro. A pochi metri da noi c'è il bel salotto della città: Corvetto, galleria Mazzini, Piccapietra, via Roma. Se non puliamo noi, non arriva nessuno, e pensare che avevamo persino comprato dei bei vasi di fiori da posizionare lungo la galleria, ma nel giro di poche ore sono stati rubati. Ogni nostro sforzo è inutile e svanisce come una bolla di sapone, e beffa delle beffe dobbiamo fare anche i conti con affitti salatissimi». Sono questi i motivi che hanno spinto molti negozianti a chiudere bottega.
Lo storico ferramenta di galleria Martino ha cessato l'attività da parecchi mesi e ora sulla vetrina campeggia il cartello «vendesi». Davanti, altre saracinesche abbassate e un ulteriore locale in cerca di un affittuario. Ma non finisce qui. L'automobile club Aci tra un mese si trasferirà altrove, così come il centro estetico che a novembre aprirà in via XX Settembre. «Basta, qui non si può resistere - racconta l'estetista -. Persino gli abitanti dei palazzi che si affacciano su galleria Martino verso sera preferiscono fare il giro all'esterno dei caseggiati, ed entrare dai portoni di via XII ottobre piuttosto che passare da qui». Gli unici negozianti che resistono e continuano a combattere il degrado in cui versa la galleria sono pochi: la libreria giuridica, l'agenzia di viaggi, la lavanderia e il bar della discoteca Fellini. «Noi i clienti li abbiamo perché siamo negozi specializzati in determinati settori - spiega Francesco titolare della libreria Giuffrè -. Però non lavoriamo bene perché siamo costretti a vivere fianco a fianco con sbandati. Un tempo non era così, anzi, la galleria era un andirivieni di persone, perché effettivamente sarebbe un passaggio utilissimo per chi da via XII ottobre voglia raggiungere Corvetto e viceversa. Da pochi giorni hanno aperto vicino alla piazza un nuovo ristorante, speriamo che sia di aiuto per la riqualificazione della zona, ma in realtà sono molto scettico». Dopo tante segnalazioni «cestinate» dagli enti locali, adesso gli esercenti di galleria Martino hanno perso le speranze. «Per fortuna ce ne andiamo - dice Marco dell'Aci -, perché la nostra vetrina è quotidianamente trasformata in un bagno pubblico».