Sbarchi, il governo s’incaglia sulla Bossi-Fini

Pisanu risponde alla richiesta di aiuto di Rutelli: le norme sono perfettibili

Francesca Angeli

da Roma

Giuliano Amato e Clemente Mastella, Viminale e Giustizia, aprono un tavolo a due per modificare la legge sull’immigrazione inasprendo le pene previste per il traffico di clandestini. Paolo Ferrero, Solidarietà Sociale, si autoinvita per dire la sua: buttiamo a mare la Bossi-Fini. Il vicepremier Francesco Rutelli invece vuole soltanto migliorare la legge in vigore e per di più per farlo chiede consiglio al centrodestra. Ma quante sono le linee del governo Prodi sull’immigrazione?
Si parte dalle proposte di Interno e Giustizia. Carcere obbligatorio per gli scafisti anche se non colti in flagrante ma soltanto sospettati. Aumento della pena prevista per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reato che dovrebbe diventare di competenza delle Direzioni distrettuali antimafia.
In contrasto con quanto annunciato a più riprese da altri ministri del governo, critici verso la Bossi-Fini perché giudicata troppo rigida, le modifiche allo studio dei due dicasteri prevedono un giro di vite nonostante lo stesso Mastella soltanto due giorni fa avesse detto di ritenere «superfluo l’inasprimento delle pene per il reato di favoreggiamento».
Ieri invece è stata diramata una nota del Viminale per garantire che Interno e Giustizia condividono non soltanto «la decisione di attivare due pool, uno investigativo e l’altro inquirente, per la lotta all’immigrazione clandestina e la richiesta di perfezionamento della cooperazione giudiziaria con i Paesi di provenienza flussi migratori». Amato e Mastella sono pure d’accordo sull’«attivazione di un tavolo congiunto presso il dicastero della Giustizia tra esperti dei due uffici legislativi per la stesura di una bozza di provvedimento da sottoporre in tempi rapidi all’attenzione del consiglio dei ministri».
A questo tavolo però ci si vuole sedere pure il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che da quando si è insediato ha annunciato di voler cancellare la Bossi-Fini ma certamente non per renderla più severa. Ferrero dunque si autoinvita al tavolo per dire la sua e ricorda ai due colleghi che in tema di immigrazione sono molti i dicasteri da interpellare visto che le competenze sono condivise da cinque ministri. «Giudico molto positiva l’iniziativa di aprire un tavolo di lavoro sull’immigrazione assunta dai ministri dell’Interno e della Giustizia che apre la strada al superamento concreto della legge Bossi-Fini - osserva Ferrero -. Tutti i ministri interessati interverranno nelle prossime settimane nella costruzione di un disegno di legge complessivo in materia di immigrazione». Poi Ferrero ricorda ai suoi colleghi che una bozza di riforma della Bossi-Fini è già pronta presso il suo ministero. Contro l’inasprimento delle pene si scaglia anche il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio. «Inasprire la Bossi-Fini avrebbe come unico risultato quello di aumentare i problemi invece di risolverli», dice.
Posizione molto distante da quella della Margherita che invece invoca soltanto un miglioramento della legge e chiede la collaborazione della Cdl per farlo. «La legge in vigore è la Bossi-Fini: va migliorata sia per consentire un efficace contrasto al racket, sia dal punto di vista della integrazione. Lo faremo e mi auguro che Pisanu (l’ex ministro dell’Interno), che ha avuto una esperienza significativa, voglia dare una mano», dice il vicepremier, Francesco Rutelli. E l’azzurro Pisanu replica dando la sua disponibilità visto che la legge «è perfettibile».
Decisamente contrario a qualsiasi modifica il leghista Roberto Calderoli che si dice pronto alle barricate e annuncia una raccolta di firme per difendere la Bossi-Fini.
L’iniziativa di Amato e Mastella finisce pure nel mirino delle critiche di Magistratura democratica. «Desta sorpresa la creazione di pool specializzati antiscafisti presso alcune Procure della Repubblica - dice il segretario generale di Magistratura democratica Ignazio Juan Patrone -. Non risulta, infatti, che il ministro dell'Interno abbia poteri in tal senso visto che una simile iniziativa è soggetta a riserva di legge previo parere del Csm».