«Sbloccati i cantieri per la Pedemontana»

Esulta il ministro Antonio Di Pietro: «Ottenuto il decreto ministeriale per il via ai lavori» E Penati apre a nuovi soci

Esulta il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Ieri, nonostante un governo inesistente e preoccupazioni politiche più che comprensibili, è riuscito a portare a casa un bel risultato per la Lombardia: il decreto ministeriale per sbloccare lo svolgimento dei lavori dell'autostrada Pedemontana. Opera che è da quarant'anni sulla carta e che ora si prepara a vedere la luce. «Spero anche di riuscire a nominare la commissione di gara - spiega Di Pietro - ma non so se ci sarò ancora a fine febbraio. In caso, lascerò sul tavolo del ministero una bozza per non perdere tempo». Ci siamo. Stavolta non si torna più indietro e la tabella di marcia non verrà più corretta: nel 2009 sarà approvato il progetto definitivo della strada che passerà a Nord di Milano decongestionando la città dal traffico. Nel 2010 saranno aperti i cantieri e nel 2014 potranno essere aperte le prime tratte del nuovo collegamento. «Faremo un'opera bella e di qualità - assicura il presidente della società Pedemontana, Fabio Terragni - Le infrastrutture non sono un male necessario ma una straordinaria opportunità». A giudicare dalle previsioni fatte, la Pedemontana porterà non pochi vantaggi a chi si sposta da una città all'altra per lavoro. Niente più code chilometriche: si calcola infatti che verranno risparmiate 45 milioni di ore, per un valore economico di 700 milioni di euro. Confermate le cifre dei costi per un totale di 4,11 miliardi di euro. «È un bene - sostiene il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati - se nella società Pedemontana arrivano nuovi soci: partner finanziari che possono sostenere i costi con noi».
Agli ambientalisti, preoccupati per disboscamenti e colate di asfalto, l'assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, risponde: «Non preoccupatevi - assicura -. Vi dimostreremo che le betoniere e le piante possono convivere. Per noi è una nuova sfida. Vogliamo far vedere che ambiente e infrastrutture non sono nemici». Legambiente dal canto suo chiede di creare una superficie verde di compensazione che sia grande almeno il doppio dello spazio occupato dall'autostrada.
Mentre tutto è pronto per cominciare il contro alla rovescia e ci si prepara all'arrivo delle ruspe, il ministro Di Pietro suggerisce di correggere i «vizi di sistema». «Rispetto alla politica del fare - valuta Di Pietro - basta che un parlamentare presenti un'interrogazione perché poi venga fatto un esposto in Procura e per bloccare la procedura. Serve un salto di qualità di tutta la classe politica, perché non si creino più circuiti malefici limitati alla mera contrapposizione».