«Sbloccheremo i cantieri paralizzati da Soru»

Domenica sera ha varato la giunta e la settimana prossima presenterà il programma in consiglio regionale. E tra i primi atti di Ugo Cappellacci, nuovo governatore della Sardegna, ci sarà anche l’adozione del «piano casa» che domani il governo metterà a punto.
Vi siete insediati da pochi giorni. Avete già una bozza di provvedimento su cui lavorare?
«Sì, su invito del presidente Berlusconi ho partecipato con Giancarlo Galan a elaborare il testo della “legge cornice” nazionale che andrà in Consiglio dei ministri. Su quella base stiamo studiando le opportune modifiche in modo da adeguare la normativa alla nostra realtà».
Modifiche di che tipo?
«Nell’ipotesi che porteremo in giunta e poi in consiglio vorremmo mantenere una zona di rispetto lungo le coste. Non consentiremo interventi, né aumento di volumi né abbattimenti e ricostruzioni, nei 300 metri dal litorale. Per le zone F e le aree agricole in fascia costiera abbiamo intenzione di adottare criteri di particolare salvaguardia, e lo stesso discorso vale per i centri storici».
Per il resto la Sardegna farà propri i criteri della legge quadro nazionale?
«Sì, ritengo che la normativa si possa applicare e che darà un grande impulso all'economia. Ci sono studi che prevedono ritorni molto favorevoli per l’edilizia e l’indotto. Con questa operazione, assieme allo sblocco dei cantieri soprattutto in città che erano stati fermati dal Piano paesaggistico della precedente amministrazione, crediamo si possa dare una buona boccata d’ossigeno all’economia della nostra regione».
Ecco, il Piano paesaggistico di Soru. Entrerà anch’esso nel «piano casa»?
«Stiamo attivando una serie di tavoli territoriali, cioè incontri con tutti gli operatori interessati, per valutare le criticità del Ppr. Soprattutto in materia urbanistica vogliamo caratterizzarci con il metodo della grande condivisione con il territorio».
Ma il Ppr verrà mantenuto o cancellato?
«Noi pensavamo a un primo provvedimento che servisse a eliminare le criticità più evidenti, quelle che hanno bloccato totalmente il sistema in Sardegna, per mettere mano in un momento successivo alla legge quadro di riforma dell’urbanistica. Perciò inseriremo il piano casa nel primo provvedimento, quello che dovrà eliminare le maggiori criticità, in vista poi di un restyling più articolato del Ppr».
Che tempi prevede?
«Un paio di mesi per il via libera definitivo del consiglio regionale».
La accuseranno di voler riaprire in Sardegna il cementificio selvaggio bloccato da Soru.
«Viviamo in un’epoca in cui la sensibilità per il territorio e il rispetto dell’ambiente sono altissimi e nessuno mai potrebbe nemmeno sognare di dissipare il nostro grande patrimonio che è questo territorio straordinario con operazioni di cementificazione».
Che cosa dice ai presidenti di regioni rosse perplessi sul «piano casa»?
«La tutela dell’ambiente non ha colore politico, così come lo sviluppo. Le due cose sono perfettamente conciliabili e io mi auguro che anche i colleghi di sinistra se ne rendano conto e si attivino per sostenere la nostra economia in questo momento di difficoltà».