La sbornia acceca: scola la candeggina

Dicono che quelli di Ceparana, nello Spezzino, siano fra i più scaltri fra gli abitanti del territorio. Laboriosi, creativi, intelligenti, portati con la stessa disinvoltura ai ai lavori manuali, materiali e intellettuali. E non basta certo un episodio singolo, per quanto clamoroso, a smentire una fama consolidata nel tempo. Neanche se ha per protagonista un ceparanese doc: la classica eccezione che conferma la regola. E poi, via, lui, un quarantenne un po’ male in arnese, ha bevuto candeggina al posto della bevanda preferita - indovina? sì, è proprio il vino - perché era già ubriaco fradicio, mica per disattenzione. Aveva già fatto il giro dei bar della zona prosciugando progressivamente un paio di litri di nostralino, undici gradi e mezzo circa, a stomaco vuoto. C’è voluto un miracolo per fargli guadagnare la porta di casa. Ma quando s’è ritrovato dentro le sue quattro mura, s’è accorto di quelle macchie sulla camicia. «Chissà cosa dirà mia moglie, domani, quando torna? Meglio pulire. Però, già che ci sono, mi faccio l’ultimo sorso, quello della staffa». Peccato che la vista e anche il palato non fossero più quelli del mattino, e l’abbiano tradito inesorabilmente. Risultato: s’è scolato la candeggina, tutta, e ha lavato le macchie della camicia con il Nebbiolo.