Sbornia per festeggiare la primavera: tutti pronti per il «botellon»

DALLA SPAGNA La moda arriva da Madrid: i giovani si portano da bere da casa poi brindano e ballano fino all’alba

Meno undici giorni. Gli studenti hanno cominciato il conto alla rovescia per il «botellon» del 28 marzo. Il tam tam sta percorrendo in lungo e in largo Facebook. «Ci sarai anche tu al Politecnico?», «Mi raccomando, non dimenticare la birra, dillo a tutti quelli che conosci». Il motto? «È iniziata da una settimana la primavera e noi siamo pronti dopo mille “sbatti” tra freddo e studio a festeggiare in piazza tutti insieme. Post scriptum: chi non porta da bere è uno “sfigato”». Il botellon, per chi non lo sapesse, è una grande festa collettiva ad altissimo tasso alcolico, sulle orme della tradizione spagnola, assorbita al cento per cento dai ragazzi di Milano. Qui, certo, circolerà meno sangria rispetto alle feste di Madrid e Barcellona, ma una cosa è sicura: al raduno dei duemila (o tremila o cinquemila, non si sa) si festeggerà tutta la notte a base di rum, birra, vino e superalcolici vari. I ragazzi porteranno da casa tutto l’occorrente - bicchieri e ghiaccio compresi - per preparare i cocktail. Ci sarà musica a tutto volume e si ballerà fino all’alba per festeggiare l’arrivo della primavera. Ovviamente le forze dell'ordine sono già in allarme. È facile infatti che, tra fiumi di alcol e probabilmente un po’ di droga, si verifichi qualche disordine.
La festa piace ai giovani. Meno agli addetti dell’Amsa. L’azienda che si occupa della pulizia delle strade infatti dovrà mobilitare una squadra speciale di camioncini per raccogliere da terra, il giorno dopo, il mare di bottiglie e lattine che i ragazzi lasceranno lì. Solitamente, sui volantini per pubblicizzare l’evento, si invitano tutti i partecipanti a portare sacchetti di plastica per portare via tutto a festa finita. Ma si sa, poi, come vanno a finire certe cose.