Sborsati 32 milioni per marcare stretta la Regione su Expo

Il Comune firma l’ingresso in Arexpo, la società che ha acquisito i terreni su cui si svolgerà l’Expo del 2015. Ieri il voto della giunta, nei prossimi giorni la delibera approderà in consiglio. Palazzo Marino entrerà con il 34,6%, quindi con la stessa quota della Regione, per un valore di 32 milioni di euro anche se la spesa effettiva sarà di 28, quattro saranno scontati per il conferimento di terreni di proprietà comunale. L’assetto della società definito dalla delibera implica che per ogni decisione sull’area sia indispensabile il consenso sia della Regione sia del Comune. Obbligati ad andare (finalmente) d’accordo. Ma dalle prossime settimane anticipa Stefano Boeri «bisognerà iniziare a ragionare subito sul post-Expo, perchè gli investimenti pubblici fatti oggi non vadano sprecati dal 2016 in poi». E già cominciano gli screzi col Pirellone. Perchè ci tiene a sottolineare e precisare più volte l’assessore alla Cultura con delega ad Expo, seduto al fianco del sindaco Giuliano Pisapia, che nel testo della delibera è precisato che la società «sarà di scopo, non penserà a una valorizzazione immobiliare, e il consiglio comunale di Milano avrà l’ultima parola» perchè i Piani integrati di intervento dovranno passare dalle aule di Milano e Rho, quindi «in pratica avremo un potere di veto sul futuro dei terreni». Anche sul Pirellone. Ma la replica secca arriva dal governatore Roberto Formigoni: «Senza la Regione non si va da nessuna parte». La parola veto «è un linguaggio che non mi piace usare, allora anche la Regione avrebbe questo potere, Milano non avrà strumenti per escluderci. Ma abbiamo costruito uno spirito di confronto e di collaborazione e mi dispiace se qualcuno ha utilizzato questo linguaggio». Perchè «decisioni così importanti come il dopo-Expo non si potranno fare con logiche di parte ma nella massima condivisione». Ricorda peraltro che anche quand’era sindaco Letizia Moratti, e quindi il centrodestra governava Comune, Provincia e Regione, «ho promosso molti dibattiti perchè la logica è di includere, non di escludere». Anche Fondazione Fiera ieri ha approvato la partecipazione ad Arexpo con una quota del 27,7%, minori quote saranno detenute da Provincia (2%) e Comune di Rho (1%).
E ieri è arrivata l’adesione anche della Cina all’Esposizione del 2015, «dimostrazione che la realtà di Expo acquisisce credibilità anche a livello internazionale» ha dichiarato Pisapia. Sono già 54 i Paesi che a tre anni dall’avento hanno già confermato la partecipazione.