Scaccia e Goldoni combattono i «luoghi comuni»

Mario Scaccia e Carlo Goldoni: un amore lungo una vita che adesso si concretizza in un nuovo allestimento. La scelta è caduta su Un curioso accidente, commedia scritta nel 1760 e ambientata in Olanda che si regge sul consueto - sebbene mai banale - meccanismo del contrasto padre/figlia e sugli equivoci innescati affinché l’amore negato possa venire, alla fine, serenamente coronato (con buona pace del burbero padre, costretto alla resa da una clamorosa beffa giocatagli dalla scaltra fanciulla). Allo spettacolo, diretto da Beppe Arena, cointerpretato da Debora Caprioglio e atteso al Valle per questa sera, fanno poi da corollario due importanti iniziative: un’intervista video realizzata dalla giornalista del Corriere della Sera Emilia Costantini (proiezione prevista nel foyer del teatro) e una mostra itinerante comprendente foto di scena, bozzetti e materiali iconografici di vario tipo che sarà allestita quanto prima e che troverà il suo naturale approdo a Venezia l’anno prossimo, quando Un curioso accidente verrà replicato all’interno della Biennale. La triplice proposta vuole essere dunque un emblematico omaggio sia al genio di Goldoni (di cui, nel 2007, ricorrono i 300 anni dalla nascita) sia alla carriera di un nostro grande artista, e si impone come un’operazione di «memoria» e di «civiltà» teatrali degna di particolare plauso. Anche perché l'intervista a Scaccia contiene documenti video inediti, attestanti le sue tante interpretazioni goldoniane. Occasione unica, insomma, per ribadire la modernità di uno scrittore capace di graffiare i luoghi comuni, il perbenismo e le convenzioni sociali più meschine e, nel contempo, per conoscere da vicino il mestiere e l’artigianato teatrale di un attore ultraottantenne, mai stanco di calcare le scene. Non è un caso che uno dei più recenti allestimenti in cui abbiamo potuto apprezzarlo sia stata la versione dei Mémoires goldoniani realizzata da Maurizio Scaparro qualche stagione fa: Scaccia, in quel caso, impersonava proprio l'anziano commediografo ormai esule in Francia e dava una pregevole testimonianza di arte e di umanità, mostrando come la malinconia propria della vecchiaia possa tramutarsi, grazie e al teatro, in una vigorosa voglia di esserci, di dire, di lavorare. Instancabilmente e mirabilmente. Fino al 31dicembre. Info: 06-68803794.