Scacco alla holding dei trans che «importava» clandestini

Sgominata una gang con sede in Brasile: 32 persone arrestate

Dalle favelas del Brasile ai marciapiedi romani, pagando somme straordinarie all’organizzazione che provvedeva a tutto: dal viaggio, alla casa fino al Viagra e agli anabolizzanti che servivano per «stare in strada». Lavorava così l’organizzazione sulla quale hanno alzato il velo i carabinieri della capitale che in oltre due anni di indagine sono riusciti risalire ai vari ruoli in Italia e in Brasile che avevano le 32 persone arrestate. Undici di queste sono italiane, piccoli pregiudicati che si occupavano della parte logistica, come l’affitto degli appartamenti. Gli altri sono tutti transessuali che gestivano o lavoravano sulle strade più conosciute dei transessuali, nella capitale. Il capo, scappato, è ricercato.
Si è conclusa con l’emissione di nove misure cautelari e il sequestro preventivo di 15 appartamenti la terza fase dell’operazione «Gold Night», diretta dall’aprile 2006 dai carabinieri della compagnia Eur. Sgominata un’organizzazione criminale con sede in Brasile finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina. La gang reclutava in Brasile giovani transessuali da piazzare sui marciapiedi della Colombo, di piazza dei Navigatori. E poi nell’area sottostante al «fungo» dell’Eur e sulla Togliatti.
In tutto 32 arresti per sfruttamento della prostituzione e immigrazione clandestina. E poi 14 provvedimenti di custodia cautelare per reati connessi, come quello di aggressione a pubblico ufficiale, e all’identificazione di circa 100 trans brasiliani, tutti tra i 25 e i 35 anni. L’organizzazione criminale faceva arrivare in Italia i giovani brasiliani con la promessa di lavorare come «drag queen» o nel mondo dello spettacolo. I ragazzi venivano ospitati in abitazioni messe a loro disposizione dall’organizzazione, trovate tramite prestanome, rilasciando false generalità o con documenti falsi. Per usufruire di questi «servizi» ciascun trans pagava tra gli 11 e i 18mila euro per entrare clandestinamente in Italia, 3000 euro per la porzione di marciapiede sulla quale esercitare e 300 euro settimanali per un posto letto nelle abitazioni. Non mancavano altre spese per ottenere da prestanome italiani macchine in sub-noleggio, patenti false e farmaci come Viagra e ormoni.