Scade l’ultimatum e l’Iran arricchisce altro uranio

da Vienna

Scade oggi l’ultimatum posto dal Consiglio di sicurezza dell'Onu all'Iran per sospendere l'arricchimento dell'uranio e, tranne sorprese, Teheran resterà sul suo no alla richiesta dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) di sospendere le operazioni di arricchimento dell’uranio. Anzi ieri gli iraniani hanno iniziato una nuova fase di arricchimento - o sostengono fonti diplomatiche occidentali, basandosi su anticipazioni di un rapporto dell'Aiea - procedendo sulla via che può condurre alla produzione sia energia a scopi civili sia di materiali per bombe nucleari. A questo punto, come ha detto il sottosegretario di Stato americano Nicholas Burns al Washington Post, «ci sarà probabilmente una risoluzione sulle sanzioni» da imporre all’Iran.
«Il nostro popolo non presta alcuna attenzione alle minacce», ha detto ieri il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, riferendosi alle sanzioni che il Consiglio di sicurezza potrebbe adottare. Sanzioni che però Ahmadinejad sa benissimo essere fino a questo momento soltanto una vaga ipotesi, anche perché Russia e Cina al momento si oppongono.
Sono tanti i segnali che negli ultimi giorni fanno prevedere un allungamento dei tempi, e una continuazione più o meno alla luce del sole delle trattative, prima che le grandi potenze possano effettivamente arrivare a discutere di misure punitive realmente efficaci per l'economia iraniana.
Della questione nucleare, ma anche di crisi mediorientale parlerà il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, con le autorità di Teheran, dove giungerà sabato. Ieri a Gerusalemme Annan ha affermato di considerare «inaccettabili» le dichiarazioni di Ahmadinejad, il quale ha detto volere «estirpare Israele» che, ha aggiunto, «è uno stato membro dell'Onu e ha pieno diritto alla sicurezza».