Scajola cauto su Biasotti: «Lo incontrerò»

Dopo le polemiche che hanno accompagnato il riavvicinamento di Sandro Biasotti alla Casa delle Libertà, una prima cauta apertura viene proprio dall’ex ministro Claudio Scajola, il principale esponente di Forza Italia in Liguria. «Biasotti è una risorsa come ce ne sono altre; credo che si collochi sempre nel centrodestra, anche se talvolta è sembrato avesse una posizione non sempre condivisa - ha dichiarato l’attuale presidente del Copaco, commentando l' ipotesi di candidatura di Sandro Biasotti alle prossime elezioni amministrative per Genova. «Lo incontrerò nelle prossime settimane - ha proseguito Scajola - perchè penso che si debba andare tutti insieme sia per le provinciali, che per le comunali, che per le prossime regionali».
L’opinione di Scajola nei confronti di Biasotti è comunque condivisa dal resto del partito. «Sandro Biasotti si è incontrato con i nostri dirigenti ed ha detto “mai dire mai” e da qui partiamo. Non vuol dire ne sì ne no. E Forza Italia dice andiamo a vedere, ragioniamo»: lo ha detto il nuovo coordinatore ligure di Fi, Michele Scandroglio, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano dell'ipotesi di candidatura di Biasotti.
«Oggi ho incontrato tutte le categorie della piccola e media impresa in un'iniziativa che hanno fatto alla sala Montale del Carlo Felice - ha proseguito Scandroglio - hanno presentato un documento contro la Finanziaria che sembrava fatto da Fi. Anche per la ricerca del candidato c'è tutto un mondo inesplorato che dovremmo cominciare ad esplorare perchè queste persone che ho incontrato stamani sembravano molto disponibili a ragionare con noi e quindi anche in questi mondi che fino ad oggi sono stati un pò alla finestra non si deve escludere qualche possibilità».
Approfondendo il ragionamento, il coordinatore di Fi ha affermato: «Abbiamo preso il 25% dei voti. Vuol dire che un ligure su quattro ha votato per noi. Siamo il primo partito. Evidente che la cosa che manca è la comunicazione tra questa grande massa e la politica più professionistica. Registro che questo lavoro può essere ulteriormente favorito se riusciamo ad interloquire, intercettare questi mondi».
«Il coordinatore cittadino e provinciale hanno titolo per sondare laddove meglio credono e dove pensano possono trovare delle persone disponibili a metterci la faccia. È bene che continuino a farlo - ha concluso -. Le due cose non si elidono, anzi, si congiungono alla fine di questo percorso, quando insieme agli alleati e a tutti quanti sarà fatta una riflessione complessiva».