«Scajola al Copaco: un riconoscimento a lui e alla Liguria»

Consensi unanimi all’elezione dell’ex ministro di Forza Italia al vertice del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza

(...) il neo-presidente - che, di fronte a minacce anche molto gravi, la vera sfida delle democrazie occidentali sia quella di tutelare la sicurezza nazionale mantenendo intatto il profilo delle libertà individuali indispensabili in uno Stato di diritto. Senza sicurezza infatti - ha insistito Scajola nel suo primo discorso dopo l’insediamento - non c' è libertà. È con questo intimo e profondo convincimento che intendo interpretare il ruolo istituzionale che mi accingo a svolgere, in piena e leale collaborazione con tutti i membri del comitato nelle consapevolezza che le scelte che riguardano l'intelligence, e in un momento particolarmente delicato, richiedano la più ampia condivisione politica e parlamentare».
Onori e oneri, comunque, per l’ex ministro alle prese con un incarico che viene riconosciuto (in assoluto, ma soprattutto in questo momento, dopo le polemiche seguite alla vicenda Abu Omar) di estrema complessità e delicatezza. Il Copaco, fra l’altro, «verifica che l’attività dei servizi di informazione e sicurezza si svolga nel rispetto delle finalità istituzionali attribuite dalla legge». Non a caso, la prima presa di posizione di Scajola è stata quella di iniziare «una serie di audizioni, cominciando dal governo e quindi dal titolare della delega ai servizi, per avere informazioni che è necessario il parlamento abbia in un paese democratico. Partiremo dunque da un'audizione richiesta a Enrico Micheli per avere notizie su quanto è a conoscenza del governo sulla nota vicenda emersa nelle ultime settimane e anche sulla riforma dei servizi».
Soddisfazione per la nomina di Scajola - anche per quanto riguarda in particolare l’elezione all’unanimità - viene espressa intanto da numerosi esponenti politici liguri. Fra i primi a commentare, il commissario metropolitano di Forza Italia, Roberto Cassinelli, secondo cui «la nomina rappresenta un importante riconoscimento anche alla serietà e all’equilibrio dimostrato dall’allora ministro dell’Interno in occasione di circostanze ed eventi tanto difficili per il Paese». Dal canto suo, il dirigente azzurro Michele Scandroglio parla significativamente «dell’uomo giunto al posto giusto».