Scajola: "Decisivo il lavoro dei servizi segreti" Letizia Moratti: "Ora Milano si sente più sicura"

Milano - L'operazione che ha portato all' arresto di diversi appartenenti ad un'organizzazione eversiva è "un altro colpo fondamentale al terrorismo marxista-leninista, che ha ancora qualche focolaio in Italia". Così il presidente del Copaco Claudio Scajola ha commentato l'operazione della polizia. "È una giornata importante - ha aggiunto - e siamo tutti molto soddisfatti da una brillante operazione che dimostra che abbiamo delle buone forze dell'ordine e dei buoni servizi segreti, perché non dimentichiamoci che le indagini passano anche attraverso il loro contributo". Ma l'operazione di oggi, ha concluso Scajola, "dimostra anche che quando vanno d'accordo magistratura, servizi e forze dell'ordine siamo tutti più sicuri".

Sacconi L'operazione conferma che "il fenomeno brigatista è ancora vivo, anche se fatto di diffusi pulviscoli che in determinate condizioni ambientali tendono a condensarsi per colpire obiettivi inermi e condizionare il normale corso della democrazia". Per l'ex sottosegretario al Welfare "è inquietante che alcuni degli arrestati siano quadri sindacali segnalando, se le accuse fossero confermate, una logica che tende a collegare l'azione clandestina con le dinamiche sociali".

Storace
"Siamo grati alle forze dell'ordine - dichiara il senatore di An Francesco Storace - per l'importante azione antiterrorismo di oggi. Saremmo ancora più grati al ministro dell'Interno se ci facesse sapere quando libererà il Viminale dell'ingombrante presenza del signor Marcello Del Bello, assistente del sottosegretario Bonato, condannato per terrorismo all'epoca del delitto Taliercio. È uno scandalo che deve finire al più presto".

Letizia Moratti "Ringrazio tutte le Forze dell’ordine, la Digos, la Questura di Milano e la Magistratura di Milano per aver condotto con grande successo un’operazione di indagine durata lungo tempo, con un lavoro molto impegnativo e approfondito, che ha permesso di sgominare una pericolosa formazione dell’eversione di sinistra, ramificata in tutto il Nord Italia. Oggi Milano si sente più sicura". Lo ha detto il sindaco di Milano Letizia Moratti in merito all’operazione antiterrorismo che ha portato all’arresto di molti esponenti di frange sovversive dell’estrema sinistra pronte ad entrare in azione a Milano per compiere attentati.

De Corato "Questa brillante operazione della Polizia - dichiara il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato - purtroppo non ci sorprende. Dico purtroppo perché recentemente a Milano c'erano state delle avvisaglie con il ritrovamento di volantini inneggianti alla ripresa della lotta armata. Forse qualcuno si era illuso che un capitolo tragico della storia d'Italia fosse definitivamente sepolto. Ma il clima di questi ultimi tempi in città e gli arresti di oggi smentiscono quella speranza. E questi ulteriori sviluppi - conclude - ci inducono a pensare che la morte di D'Antona e Biagi non erano stati casi a se stanti".

Volontè "Le Br sono in attività anche grazie alla cultura dell'odio di classe propagandata nel Paese". Lo dice il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè (Udc) in una nota. "Nel nostro Paese c'è sintonia tra alcuni centri, magari finanziati da amministrazioni pubbliche e frequentati da alcuni politici, comizi pubblici di ex br e il risorgente terrorismo. I dementi maestri di allora sono ancora all'opera ma grazie all'esclusivo sforzo di polizia si è assestato un colpo formidabile. La cultura del perdonismo di sinistra verso gli ex-compagni deve finire".

Maroni e Castelli "La maxi operazione di oggi rivela che le Brigate Rosse sono tutt'altro che sconfitte e sono di nuovo pronte a colpire come fecero con Massimo D'Antona e Marco Biagi". Lo dichiarano in una nota congiunta, i presidenti dei gruppi parlamentari della Lega Nord, Roberto Maroni e Roberto Castelli. "Genera orrore l'apprezzamento da parte di questi criminali per l'omicidio del professor Biagi e ci inquieta - aggiungono Maroni e Castelli - la concentrazione di questo fenomeno nelle province del nord. Ciò richiede necessariamente un rafforzamento dell'azione di prevenzione della polizia nei confronti di quelle strutture dove possono trovare terreno fertile gli aberranti proclami dei brigatisti, in particolare i centri sociali, molto diffusi nelle province padane".