SCAJOLA E GRILLO, FEELING PER LA LIGURIA

Spesso, di Claudio Scajola e Gigi Grillo, si è detto e scritto per le loro sfumature differenziate, per le loro battaglie politiche all’interno di Forza Italia, per il loro essere diversi, anche caratterialmente. Spesso, queste differenze - che ci sono, ci sono tutte - sono state anche enfatizzate. Spesso ad uso e consumo della sinistra e dei suoi media che ci hanno fabbricato sopra vere e proprie epopee.
Quello che, invece, non è stato mai scritto è che ora, invece, da questo punto di vista, stiamo vivendo in un’altra Repubblica azzurra. Quasi tatarelliana, nel senso di Pinuccio, «il ministro dell’Armonia». Perchè il ministro delle Attività produttive e il presidente della commissione Trasporti e Comunicazioni di Palazzo Madama, mai come in questo periodo, procedono d’amore e d’accordo. Su strade diverse, certo. Ma marciando divisi per colpire uniti. Facendo delle diversità fra loro - che restano ovviamente tali, non è che da un giorno all’altro sono diventati uno il clone dell’altro - un punto di forza e non di debolezza.
In particolare, Scajola e Grillo stanno portando avanti due battaglie decisive per il futuro della nostra città e della nostra regione. Battaglie che vanno oltre la politica, oltre gli schieramenti, e che mirano dirette al futuro. I continui richiami del ministro al ritorno del nucleare e, in particolare, a una Genova capitale del nucleare, costituiscono un grande atto di forza e di coraggio dopo tutte le demagogie seguite al referendum. Oggi, anche molti di coloro che erano stati paladini di quel «no» al nucleare si rendono conto che - fatta salva, ovviamente, la forza di eolico, solare, geotermico e biomasse, che però possono coprire soltanto una parte del fabbisogno energetico, non certo tutto - l’atomo è la vera energia pulita. E non ha senso parlare di rischi, se si considera che a Mentone il nucleare è legale e che importiamo energia dalla Francia. Ventimiglia no e Mentone sì? Ma siamo seri.
Così come saranno serie alcune puntate di approfondimento sull’energia che ospiteremo in queste pagine. E, in un quadro di questo tipo, la battaglia di Scajola per fare di Genova la capitale italiana della ricerca (non delle centrali, ovviamente, anche solo per la conformazione orografica) nucleare, è una battaglia decisiva. Così come è decisiva la nascita di Ansaldo Nucleare che avrà 150 dipendenti iniziali e la sede nazionale a Genova.
Ugualmente decisiva è la battaglia di Gigi Grillo per il Terzo Valico. Ne abbiamo parlato mille volte e, forse, a volte c’è stata una carenza del centrodestra nel comunicare quanto sia importante questo treno veloce per la vita di ciascuno di noi, di tutti i liguri. Ridurre la distanza temporale fra Genova e Milano a cinquanta minuti è decisivo soprattutto per due motivi.
Primo: Terzo Valico significa che tutti i genovesi (e i liguri in generale) possono trovare lavoro anche a Milano, senza essere costretti ad andare a vivere a Milano. Il che, per noi, significa opportunità, futuro, vita. Secondo: il valore delle abitazioni. Una casa che oggi vale 10, col Terzo Valico domani varrà cento. A Genova e, a spiovere, in provincia e nel resto della Liguria. Ne sono personalmente testimone, visto che me lo sono sentito spiegare da un agente immobiliare proprio l’altro giorno. Mi sembrano le migliori risposte a chi dice che «col Terzo Valico non si mangia e non si arriva a fine mese». E, invece, è proprio il contrario.
Saranno pure diversi, Grillo e Scajola. Ma il nostro futuro è (anche) nelle loro mani.