Scajola: il fallimento di Burlando è politico

Dirigenti e parlamentari di Forza Italia in un confronto sulla situazione politica e sui poteri locali e regionali

da Rapallo

A Rapallo ieri la Festa azzurra provinciale, occasione di confronto-scambio-progettualità, ma anche day after dell'esplosione mediatica sul Burlando della strada in contromano. Nella deliziosa Villa Porticciolo, terrazza sul mare e bandiere di Fi a segnare la via dal parco. Dalle 10, approccio soft, con il coordinatore provinciale Giovanni Boitano a fare il punto su un partito che avanza anche nelle zone rosse. Il coordinatore locale Marcello Boria a curare l'evento, e il sindaco Mentore Campodonico ad aprire il dibattito sui «poteri locali e regionali: sussidiarietà per modernizzare». Sarà il consigliere provinciale Paolo Bianchini a zoomare proprio sul concetto di sussidiarietà, poi il microfono ai consiglieri Maurizio Barsotti e Renata Oliveri, che si concede un affondo in battuta: «Il regime dà segnali di disfacimento, c'è da lavorare. Dobbiamo imbroccare la strada giusta, magari non in contromano». Applausi, il riferimento non puramente casuale rimbalza in sala, mentre il coordinatore regionale Michele Scandroglio riagguanta il filo, insiste sulle Feste azzurre «occasione per mettere a sistema le varie esigenze e opportunità» e striscia sull'episodio-Burlando: «Caduta di stile e faccenda dai contorni poco chiari. Noi ad oggi non abbiamo sbagliato strada, altri sì, sia sotto il profilo automobilistico che politico».
Rumori e stilettate. Nella sala affollata anche Gianni Costa, Mario Maggi, Giuseppe Tassi e Antonio Vaccarezza. Il consigliere regionale Gino Garibaldi calca sull'ascolto e la capacita di programmare insieme alla base, ma anche lui non resiste: «C'è una Regione da rigovernare. Credo che nulla venga per caso, c'è sempre un disegno; e l'imbocco sbagliato del presidente è un segnale».
Il consigliere regionale Matteo Rosso sfiora la querelle, che gli preme lanciare la proposta-sanità all'assessore Montaldo: «Un preventivo per costruire nuove strutture e fattiva collaborazione. In cambio una non-opposizione per il restante mandato, con l'accordo che se vinciamo manterremo le opere avviate». Ma la faccenda del contromano monta, con l'onorevole Gabriella Mondello che non si risparmia: «L'errore umano ci sta, il presidente può sbagliare in questo periodo di enorme confusione mentale e politica, ma a colpirmi è stato l'atteggiamento vergognoso e le scuse puerili di prefetto e questore sul verbale non elevato e l'assenza di documenti validi; è da loro che aspetto risposte. Senza contare che la notizia è trapelata solo adesso».
Una tirata per tornare al tema: «Il tracollo del Paese con la sinistra al governo», ma l'altra bordata è per Michela Brambilla: «Nessun contrasto tra circoli e partito, ma no al premierato sulla carta». Il senatore Luigi Grillo non commenta il tormentone-Burlando, si scalda sulla crisi politica che partorisce i Grillo show man, sulle infrastrutture disattese, sulla crisi economica e sul monopolio Coop in Liguria.
Il gran finale è tutto di Claudio Scajola, presidente del Copaco, che, fatto il punto con consiglieri e coordinatori dopo gli stati generali, parla alla sua gente di un governo che ha grosse difficoltà in tutta Italia e definisce Beppe Grillo «un problema di sinistra. Lo ritengo già violento come comico, lui non ha la capacità e coerenza di ergersi a giustiziere delle istituzioni». Ma la domanda del giorno resta il contromano: «Il fatto si commenta da sé. Mi piace sottolineare che a metà mandato il risultato del governo Burlando è negativo: più tasse per il liguri, blocco delle grandi opere, Pontremolese, terzo valico, Col di Nava e di Tenda, questione Ferrania e Piaggio. L'andare contromano viene dopo il fallimento di una giunta che non ha il consenso dei liguri».