Scajola, ministro «per la Liguria»

(...) Oltre ad essere il migliore retaggio e la migliore eredità della prima Repubblica (si può dire che non faceva tutto schifo e che quel periodo ha lasciato tante eredità ottime e abbondanti?), i nastri tagliati in quantità industriali, fra l’altro, sono la riprova che Scajola sta mantenendo la promessa che aveva fatto qualche settimana fa: «Girerò palmo a palmo tutta la Liguria».
Detta così, sembrava un po’ una sbruffonata. Non per altro. Ma perchè il ministro dello Sviluppo Economico - uno dei più influenti dell’intero governo, visto che racchiude sotto lo stesso tetto le competenze di parecchi dicasteri - è impegnatissimo per definizione; un giorno in Russia e quello dopo negli Stati Uniti, la settimana successiva in Brasile e quella dopo ancora in Medio Oriente. Senza contare tutti gli impegni italiani, a partire da quelli sulla vertenza di Termini Imerese.
Insomma, con tutto il rispetto (e l’amore) per la Liguria, la promessa di girare direttamente per la campagna elettorale sembrava eccessiva persino per un ministro-trottola come Scajola, che non tira mai indietro la gamba quando c’è da girare, che non gioca a fare il tecnico fra i tecnici e il politico fra i politici, pur avendone la possibilità.
Invece, dal cardinal Dinner con Bagnasco a Sanremo, dalla Val Bormida a Chiusavecchia, dalla sua Imperia a Casarza Ligure e alla Val Petronio, Scajola c’è. C’è sempre.
Brutta notizia, per Claudio Burlando.