Scajola: "Il pacchetto auto entro 10 giorni" 300mila a rischio cig

Vertice a Palazzo Chigi sulla crisi del settore automobili: l'allarme di Confindustria. Si parla di 300 milioni dal governo per sostenere le vendite in calo. Intanto le banche studiano un maxi-prestito al Lingotto

Roma - "Entro 10 giorni" arriverà un pacchetto di interventi di immediata applicazione per fronteggiare la crisi del settore dell'auto.  Il governo. dopo l'allarme lanciato dalla Fiat e da Confindustria, accelera, sui provvedimenti a sostegno del settore. Lo ha detto, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti al tavolo con le parti sociali a Palazzo Chigi, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Il pacchetto sarà orientato a misure per il rinnovo del parco circolante e collegato ad obiettivi di compatibilità ambientale e di sostegno alla ricerca per nuovi prodotti meno inquinanti. Domani ci sarà un nuovo incontro tra i vari ministeri sul settore auto. Scajola, ha detto sì alla richiesta di istituzione di un tavolo tecnico produttori-parti sociali per monitorare l'andamento del settore, sottolinenando sottolineato la necessità di un'azione coordinata e comune con l'Europa perché non ci siano elementi distorsivi del mercato. Scajola ha ricordato che si tratta di un comparto che interessa oltre 2.500 aziende, per lo più nella componentistica e che fattura in totale 165 miliardi di euro, l'11,4% del Pil. Il settore produce 81 miliardi di gettito fiscale. Il decremento del 13,4% che il settore ha fatto registrare nel 2008 corrisponde a 331 mila immatricolazioni in meno: le previsioni per il 2009 parlano però di un ulteriore calo di 135 mila immatricolazioni, facendo scendere il totale a 1,8 milioni di vetture immatricolate. Tutto ciò, secondo il ministro, peserà per mezzo punto sul pil nazionale. E ci saranno 700 milioni di euro di gettito iva che verranno a mancare.

Crisi auto: mezzo punto in meno del Pil Il crollo delle immatricolazioni e il calo degli ordinativi previsto per il 2009 rischia di provocare un calo del Pil nazionale di mezzo punto. Secondo il ministro il crollo degli ordinativi sarebbe del 55% mentre le immatricolazioni dovrebbero registrare una contrazione di 360 mila unità che arriverebbe dopo un calo del settore auto del 13,4% del 2008.

Montezemolo: situazione molto difficile La situazione del settore automobilistico in Italia è "molto molto difficile" e "le prospettive a livello italiano non sono certo rosee". Così il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, a margine di una presentazione di un libro alla Luiss, ha descritto lo stato del comparto automobilistico a poche ore dalla riunione a Palazzo Chigi. "L’Italia ha un parco auto e di veicoli commerciali leggeri - spiega Montezemolo - tra i più inquinanti e i più vecchi di Europa". La riunione di ieri sera, ha proseguito Montezemolo, "ci ha permesso di presentare una serie di cifre e di dati sulla situazione del nostro comparto automobilistico: di Fiat e di tutto l’indotto, che hanno un rapporto minimo di uno a cinque dal punto di vista dei dipendenti". Da Fiat, ha aggiunto Montezemolo, è arrivato l’apprezzamento anche "sul provvedimento che il governo intenderà prendere, dopo che tutti i paesi Ue, e non solo gli Stati Uniti ne ha hanno già presi". Poi ha sottolineato che ieri è stata espressa al governo l’esigenza di "decisioni chiare e rapide, perché i clienti e i consumatori sappiamo" cosa li aspetta in futuro e "perché questo stato di indecisione è molto dannoso per il mercato".

Marcegaglia: "A rischio 300mila posti" La crisi nel settore auto e dell'indotto rischia di mettere in pericolo fino a 300mila posti di lavoro sul totale di una filiera di un milione di addetti, ha avvertito anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, al tavolo con il governo sulla crisi auto. La previsione si riferisce all’eventualità di un calo degli ordinativi del 60% nel primo trimestre dell’anno. Secondo la presidente di Confindustria, infatti, nei primi tre mesi dell’anno potrebbe verificarsi un calo degli ordinativi del 60% che porterebbe, secondo le previsioni più pessimistiche, a una contrazione dell’occupazione quantificabile in 60mila posti di lavoro alla Fiat e in 300mila nell’intero settore auto, compreso l’indotto. Confindustria ha quindi proposto, secondo quanto riferito, di aprire con il governo due diversi tavoli, uno sul sostegno al settore e l’altro sugli ecoincentivi.

Epifani: "Fare in fretta" Per risolvere la crisi che sta colpendo il settore auto "bisogna fare in fretta e dare certezze alle imprese". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani al tavolo con il governo, sottolineando che è necessario anche "ampliare gli ammortizzatori e, se la crisi sarà lunga, aumentare la Cig". Le imprese, però, si devono impegnare "a non delocalizzare. La soluzione è sostenere la domanda e qualificare l’offerta" ha detto ancora il segretario della Cgil, secondo il quale è inoltre "assurdo contrapporre aziende grandi e piccole, il nord con il sud. Le aziende si salvano insieme" ha spiegato. Per il leader della Cgil "bisogna ampliare gli ammortizzatori e, se la crisi auto si allunga, prolungare la Cig. Le imprese, però, si devono impegnare a non delocalizzare".

L'incontro di ieri Sergio Marchionne, Luca Cordero di Montezemolo e John Elkann chiedono al governo di estendere gli incentivi che dovrebbe varare nel tavolo di oggi a Palazzo Chigi anche alle vetture Euro 2. Il pacchetto non dovrebbe superare i 300 milioni di euro e si tratterebbe di una spesa per sostenere interamente le vendite: in pratica una proroga degli incentivi per la rottamazione scaduti a fine dicembre. L’ipotesi è stata discussa a Roma tra i vertici Fiat, i ministri Giulio Tremonti (Economia), Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Maurizio Sacconi (Welfare) e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

L’allargamento degli incentivi agli Euro 2 consentirebbe di ampliare la platea delle vetture che potrebbero sfruttare il bonus: tra le 200 e le 250mila. I manager avrebbero anche chiesto un sostegno diretto alle imprese di tutto il comparto perché le difficoltà della Fiat hanno effetti diretti su tutta la filiera della produzione: mettere in mobilità un operaio del Lingotto vuol dire mandare a casa quattro operai dell’indotto. Dopo i timori espressi dallo stesso amministratore delegato del Lingotto sui 60mila posti a rischio nel comparto, nelle fabbriche sale la preoccupazione e gli operai di Pomigliano d’Arco bloccano la circolazione stradale.

Sulla crisi del settore auto "il governo apra gli occhi e decida", sollecita il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che invita l’esecutivo "a convincersi che non può affrontare crisi come quelle attuali con misure tampone come ha fatto finora". Quanto all’allarme sull’occupazione, Epifani non ha dubbi: "Non deve stupire che c’è una sintonia di valutazione, perché Marchionne sa com’è la situazione. Quanto ha detto corrisponde a quello che abbiamo detto già noi". Chiede interventi a tutela della produzione e dell’occupazione il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, la Uil sollecita risorse per l’innovazione e incentivi a sostegno della domanda.

Nel governo, il ministro per la Semplificazione Legislativa, Roberto Calderoli, insiste a ribadire il suo "no ad interventi in aiuto solo di una singola azienda", mentre si dice disponibile a un sostegno per l’intero settore. Un comparto che, osserva il sottosegretario alla presidenza, Paolo Bonaiuti, "rimane sempre uno dei principali componenti della ricchezza nazionale". Per il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione, "260 milioni per il settore dell’auto in Italia sono pochi. La Fiat va appoggiata e la Lega sbaglia. Alla fine inevitabilmente si farà un favore alla Fiat disponendo degli aiuti, ma creando irritazione in tutti gli imprenditori piccoli e medi" osserva Massimo D’Alema, mentre il leader del Pd, Walter Veltroni, sollecita "sostegni all’auto, ma nella direzione di un rinnovamento ecologico" e invita a "non isolare la crisi dell’auto da quella del sistema industriale". Pierluigi Bersani, ministro dell’Economia nel governo ombra del Pd, chiede che con gli aiuti "si eviti di fare danni".

Passera: stiamo lavorando per il prestito  "Cifre non ne faccio, ma stiamo lavorando con Fiat per ilprestito". Così l’amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera ha confermato la possibilità di un finanziamento da parte delle banche al gruppo automobilistico. "Da sempre - ha detto Passera parlando a margine dei lavori del Word Economic Summit di Davos - lavoriamo con Fiat e siamo sempre stati vicini all’azienda e ai suoi progetti. Lo siamo sempre stati e continuiamo ad esserlo". Secondo le voci circolate sulla stampa Unicredit, Banca Intesa e Bnp Paribas starebbero preparando un prestito da circa 3 miliardi di euro per il gruppo torinese.