Scajola sceglie la Liguria e ferma Cassinelli

«Se fossi stato al suo posto, anch’io avrei deciso così»: è questo il primo commento, sereno e distaccato, dell’avvocato Roberto Cassinelli alla scelta fatta dal ministro Claudio Scajola il quale, optando per il seggio in Liguria (anziché in Puglia, dove era stato ugualmente eletto), ha portato all’esclusione dalla Camera del commissario metropolitano di Forza Italia. Cassinelli risultava primo dei non eletti in Liguria, e per qualche giorno, in attesa delle scelte di Scajola da concordare con il vertice del partito, si era pensato ragionevolmente a un suo ingresso a Montecitorio. Ieri, invece, la conferma negativa, comunicata direttamente dal ministro all’interessato. Che abbozza: «È comprensibile che Scajola, eletto da sempre in Liguria, si senta profondamente radicato al territorio e, quindi, voglia rappresentarlo in parlamento. Per quanto mi riguarda, prendo atto della decisione, e continuo a lavorare per Forza Italia, nel rispetto del mandato che mi è stato conferito. Un mandato, è bene ricordarlo - sottolinea Cassinelli - che è a termine. In questo senso, provvederò a convocare al più presto l’assemblea degli iscritti per le scelte conseguenti». Torna in mente, nella circostanza, il ricordo del padre, Giorgio, che sfiorò tre volte il parlamento: una volta al Senato, preceduto da Cesare Zappulli, un’altra alla Camera, dietro Alfredo Biondi, e infine ancora al Senato - per soli 150 voti! - come rappresentante della lista liberali-socialdemocratici.
Chi invece è certo di entrare alla Camera è Vittorio Adolfo, Udc: il presidente del partito Pier Ferdinando Casini e il segretario politico Lorenzo Cesa hanno confermato la decisione di «surroga» in Liguria spianando così la strada di Roma al segretario regionale del partito ed ex assessore della giunta Biasotti. Adolfo ha fatto sapere che aprirà un ufficio in piazza San Matteo «per continuare a dare un contributo alla soluzione dei problemi dei genovesi».