«Alla Scala Albertini vuole i privati»

Penati: «Ha rifiutato di incontrare la Provincia, come per la Serravalle»

«È evidente che per la Serravalle, come per la Scala, ad Albertini andavano bene i soldi dei privati ma non quelli della Provincia»: così il presidente dell'amministrazione provinciale Filippo Penati ha commentato la decisione presa due giorni fa dall'assemblea dei soci della Fondazione Scala - di cui il sindaco è presidente - di chiedere a Palazzo Isimbardi 10,6 milioni di euro per un posto nel Cda. «Albertini ha rifiutato l'incontro con la Provincia, sia per la Serravalle che per la Scala», ha sottolineato Penati. Che ricostruisce come sono andati i fatti: «Il 6 giugno scorso - racconta - abbiamo scritto una lettera al Comune offrendoci di acquistare le sue quote in Serravalle e chiedendogli un incontro urgente; non ci ha mai risposto. Ha poi rifiutato la nostra offerta di 270 milioni di euro per le sue azioni. Forse il perché lo ha ammesso in un'intervista: Albertini voleva vendere ai privati e non tenere la società sotto il controllo pubblico, nonostante andasse ripetendo il contrario».
Stesso copione, sostiene Penati, per la Scala: «Il 26 ottobre scorso gli abbiamo scritto una lettera in qualità di presidente della Fondazione, chiedendo un incontro urgente dopo la richiesta della giunta provinciale di far parte del cda, dopo aver stanziato 5 milioni di euro. Neppure in questo caso c'è stato l'incontro. La sua volontà di non interloquire con la Provincia ha portato Albertini a non occuparsi dell'avvenire della società centrale per lo sviluppo delle infrastrutture del Milanese e a negare risorse al teatro lirico più importante del Paese che pure ne ha davvero bisogno».