Scala, anche se trionfano i sì c’è ancora «aria» di scioperi

Hanno vinto i sì. Ma il rischio sciopero del sipario resta. Il referendum dei lavoratori del Teatro alla Scala sul contratto integrativo firmato a luglio da Cgil Cisl e Uil si è concluso con 718 voto favorevoli e 69 contrari. Su 963 presenti, hanno votato in 792. Ma come annunciato, alle urne non si sono presentati gli «irriducibili» del Fials, il sindacato di maggioranza degli orchestrali, gli stessi che si erano rifiutati di sottoscrivere l’accordo. E che hanno giudicato «illegittimo» il referendum. È nelle loro mani il futuro delle prime rappresentazioni.
I risultati del referendum sono tuttavia di tutto rispetto secondo i sindacati, soprattutto perché il 46 per cento dei sì arriva dall’area artistica (158 voti). «Siamo soddisfatti - spiega Renato Zambelli della Cisl - perché hanno votato anche i rappresentanti dell’area artistica, con i quali abbiamo fatto un grande lavoro di chiarimento». Ma c’è un ma: i musicisti. «Non rappresentano tutto il teatro» puntualizza Zambelli. Eppure, gran parte della programmazione dipende proprio da loro. I musicisti di fatto non hanno ancora ritirato lo sciopero su tutte le prime rappresentazioni, partito con la «Bohème» a luglio, proseguito con la «Dame aux Camelias» e che tra poche settimane minaccerà «La Vedova allegra» e «Il Don Carlo» del 7 dicembre.
Il Fials prima di tornare sui suoi passi chiede di essere convocato dalla direzione del teatro. «Aspettiamo segni di disponibilità». Le richieste dei musicisti si concentrano soprattutto sul riconoscimento del 12 per cento di indennità per l’orario spezzato, su una revisione delle ferie e sulla richiesta di una programmazione mensile, non più settimanale per il coro. «C’è una vertenza in atto: ci sono diritti e c’è la legge e noi vogliamo che siano rispettati».
Per il rinnovo del contratto integrativo il teatro aveva messo sul piatto 11,5 milioni di euro: IL 50,5 per cento da dividere tra i dipendenti dell’area artistica, il restante 49,5 per cento per i lavoratori dell’area tecnica e amministrativa.
Attualmente i dipendenti della Scala sono circa 1.100, di cui 800 con un contratto a tempo indeterminato: 338 appartengono alla sfera artistica, (orchestrali, coristi, ballerini, maestri collaboratori), gli oltre 750 restanti a quella tecnico-amministrativa (sono quadri, impiegati, tecnici, operai e personale serale e di sala).