Scala, in atelier vince la sobrietà: le donne milanesi scelgono il nero

Sarà una "Carmen" austera e il pubblico femminile si adegua Abiti semplici e niente colore: il sindaco Moratti vestirà Armani. Gabriela Dompé: "Questa è una festa della città, ma mi adeguo per non ledere la sensibilità di chi parla di crisi"

La regista Emma Dante ha già anticipato che la sua Carmen sarà «vestita da suora», che tutto sarà essenziale e per niente «spagnoleggiante». Il sindaco Letizia Moratti ha consigliato alle signore della Milano che conta di essere sobrie. E intanto ha eliminato la cena da mille e una notte a Palazzo Marino, a favore di un più ristretto e misurato ricevimento ai piani alti del Piermarini. Insomma, se già lo scorso anno già si parlava di sobrietà e austerity, in questa prima della Scala le parole diventeranno fatti.
Sobrie e austere saranno dunque anche le mise delle signore milanesi. Pare infatti che il colore dominante del prossimo 7 dicembre sarà il nero. Nero in scena, come nel foyer. «Il sindaco sta dando un taglio minimal alla prima, il passaparola ha fatto il resto», dice Gabriella Dompè, habitué della Scala che ama i colori decisi, ma che questa volta sta pensando di convertirsi al total black. Vestirà un abito di Lorenzo Riva, ed è ancora indecisa sul colore: «La prima è la festa della città, e il nero non mi sembrava un’idea grandiosa, ma mi dovrò adeguare, per non essere additata. Per non ledere la sensibilità di chi parla di crisi, ma non capisce che questo evento genera anche tanto lavoro». Intanto molte prime donne della politica, come la moglie del ministro della Difesa Laura La Russa, hanno dato forfait.
E in questo clima di austerity, anche Daniela Javarone, presidente degli Amici della Scala, che entra ed esce dal foyer del Piermarini da 36 anni, sarà in nero. L’abito l’ha disegnato per lei Lorenzo Riva: chiffon drappeggiato davanti, mikado per lo strascico, il décolleté illuminato da cristalli Swarovski, e sulle spalle «una cappa imbottita, perché Lorenzo mi ha fatto abolire le pellicce». Ancora più sobria, e sempre in nero, sarà Laura Morino, moglie dell’industriale Adriano Teso, che vestirà Curiel, che per il suo abito ha voluto omaggiare la nuova Carmen di Emma Dante. «Carmen sarà vestita da suora? Io pure. Sarò in nero, niente scollature, solo una piccola bretella che passa dietro il collo, delle paillettes sul davanti, e qualche tocco rosso negli accessori». E pure la scintillante Valeria Marini quest’anno ha optato per il nero, anche se l’abito, della sua linea Seduzioni Diamonds, riserverà sicuramente al pubblico scaligero una sorpresa. E se Mercedes Catania, moglie del presidente Atm vestirà Curiel, Claudia Buccellati non ha ancora deciso cosa mettersi. «Il clima è cambiato, una volta mi preparavo ora invece mi interessa più partecipare per un discorso culturale, di eccellenza». Ma alla fine sceglierà l’abito («forse un Versace della mia collezione privata») partendo dai gioielli (Buccellati, ovvio): una raffinatissima collana di tulle in oro bianco ricamato con brillanti.
E non potrà che essere molto sobria la mise del sindaco, che come da tradizione si fa regalare l’abito dal marito e che si solito sceglie Armani. Pare che anche quest’anno la vestirà re Giorgio, ma dell’abito non si sa ancora nulla: sarà ancora blu, come quello dello scorso anno? Infondo il blu è il «nuovo nero». Intanto lo ha scelto la marchesa Marta Brivio Sforza, anche lei in Lorenzo Riva. Sfoggerà un abito lungo aderente con un piccolo strascico e la scollatura-bustier e arriverà al Piermarini con l’amica Marta Marzotto. La contessa, in controtendenza come sempre, sarà in bianco: «Metterò un pezzo vecchissimo, un soprabito decadente disegnato dal principe Tivioli, tutto ricamato». Si discosterà dal rigore del nero anche Emma Dante, che per il suo debutto scaligero ha scelto un abito verde-azzurro della stilista norvegese Leilha Hafzi.
Dopo il foyer, molte signore si troveranno con i mariti al Baretto dell’Hotel Baglioni, per cena. Fra gli altri, la stilista Lella Curiel, il presidente di Expo 2015 Diana Bracco, e Lorenzo Riva. Anche secondo stilista, che con il suo atelier di alta moda da decenni veste molte signore in vista, e che per questa prima ha disegnato una decina di abiti, «le mise saranno molto più semplici del solito. Sono soprattutto i mariti a imporre che le mogli non esagerino». Il look ideale? «Meglio un tubino da cocktail, che un abitone da sera in stile Rossella O’Hara».