Scala, la bacchetta di monsieur Prêtre Il decano dei direttori d’orchestra questa sera dirige la gloriosa orchestra sinfonica di Bamberga Tre classici: l’«Uccello di fuoco» di Stravinskij, la «Settima» di Beethoven e «Daphnis et Chloe» di Ravel

Eccola Bamberga, città della musica a tutta birra. Sede del birrificio Schlenkerla e dunque della Rauchbier. E pure, terra di un'orchestra coi fiocchi, amata anzitutto dai suoi cittadini tanto che uno su dieci ha sottoscritto un abbonamento alla stagione sinfonica. Esattamente come non accade in alcun luogo italiano. La Bamberger Symphoniker è un gioiellino che brilla nella già musicalissima Baviera, in una regione il cui capoluogo vanta la presenza contemporanea di tre orchestre come la Bayerische Staatsoper, la Münchner Philharmoniker e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, una terna che equivale al caviale della gastronomia musicale. I Bamberger Symphoniker sono ospiti domenica (ore 20) della Scala, per un concerto a favore del Fai. Li dirige Georges Pretre in un programma che combina i colori sfolgoranti dell'Uccello di fuoco di Igor Stravinskij con l'incantesimo di Daphnis et Chloé (seconda suite) di Maurice Ravel. I Bamberger aprono il concerto issando, però, la bandiera di casa propria, vale a dire la Settima sinfonia di Ludwig van Beethoven. Pretre è il decano della direzione d'orchestra: il prossimo 14 agosto compirà 86 anni, sessanta dei quali spesi alla testa delle orchestre ed istituzioni che contano. Gli anni non hanno cancellato quel fascino sornione che lo ha reso particolarmente caro al pubblico femminile, e così pure alle colleghe, in testa Maria Callas che in quella sua chiusura tormentata di carriera e di vita limitò le frequentazioni a pochi eletti: tra essi c'era Pretre. Del quale si narra una vita piuttosto avventurosa e ricca, con tanto di pratica di boxe. Pretre è un impagabile francese, per il concerto del capodanno viennese 2008, propose l'inno La Marsigliese. Alla Scala, domenica, nessuna Marsigliese, ma parte del programma non può che essere gallico. Del resto Pretre è l'uomo cui il compositore francese Francis Poulenc affidò alcune sue prime esecuzioni. E sebbene Pretre avverta la congenialità del mondo musicale austro-tedesco, lui che è pure direttore onorario dei Wiener Symphoniker, è con il mondo francese che si finisce per identificarlo. Così come Pretre è l'uomo dal forte istinto teatrale che ne ha fatto uno dei maggiori direttori d'opera.