Scala, una boccata d’ossigeno: più soldi da istituzioni e privati

Un milione di euro di contributo straordinario in arrivo dal Comune, la promessa che anche la Provincia potrà, seppur a rate, fare come promesso la sua parte e soprattutto l’apporto generoso degli sponsor privati. Dopo l’allarme per un 2011 da profondo rosso lanciato durante la seduta di settembre, ieri il consiglio di amministrazione sembra aver fatto quadrare i conti del teatro che potrà chiudere in pareggio il bilancio dell’anno. Ma che, visti i tempi di crisi e tagli, ha già cominciato a metter mano al nuovo statuto, decidendo anche di lavorare su un piano strategico e su una riorganizzazione dei costi tarata su più anni.
Le cifre di partenza non erano certo rassicuranti. Nella scorsa riunione del board, la prima per Giuliano Pisapia neo sindaco e dunque di diritto presidente della Fondazione Scala, si era detto che nel bilancio 2011 da 108 milioni di euro, all’appello ne mancavano oltre 7. Da trovare, si disse allora, coinvolgendo nuovi soci e tagliando costi divenuti ormai insostenibili. A pesare era il venir meno dei tre milioni di euro di contributo promessi dall’allora sindaco Letizia Moratti ma che, disse Pisapia, non erano mai stati messi a bilancio da Palazzo Marino. Ma anche le difficoltà economiche della Provincia che non poteva garantire i 2,9 milioni di euro della sua quota. Fondi mancanti a cui andavano aggiunti 1,3 milioni di euro non ancora garantiti da sponsorizzazioni o anticipi di contribuzioni. Per un conto finale da meno 7 milioni e 200mila euro. Che ora sembrano essere stati trovati. Un milione arriverà subito come contributo straordinario dal Comune, ha assicurato Pisapia di fronte ai membri del cda di ieri a cui mancava il neo ministro Corrado Passera. Conferme anche dalla Provincia che «nel tempo» verserà i suoi 2,9 milioni. Impegni delle amministrazioni pubbliche a cui necessariamente si deve aggiungere quello dei soci a cui si era fatto appello nel cda di settembre. Telefonica, infatti, raddoppia il versamento per il 2011 arrivando a 2,6 milioni e Tod’s, che dal primo gennaio entrerà come nuovo socio fondatore, ha deciso di anticipare la sua annualità per un importo di 1,3 milioni di euro. Cifre importanti perché il pareggio di bilancio è un elemento vitale per ottenere l’autonomia in più che la Scala si prepara a chiedere al ministero dei Beni culturali, cominciando a lavorare al nuovo statuto. Una prima bozza è stata portata all’esame del cda, ma restano diverse cose da limare a partire dalla rappresentanza del pubblico e del privato proprio all’interno del cda. Il lavoro però è anche sul bilancio dei prossimi anni e sull’aumento progressivo dei costi (il 60 per cento dei quali sono relativi al personale). Da qui l’intenzione di lavorare a un piano strategico su base triennale che tenga conto dei tagli feroci alle amministrazioni e i bilanci ridimensionati dei privati.
Proseguono, intanto, i preparativi per la prima e nel sito internet della Scala sono ancora in vendita i biglietti a cui ha rinunciato il Comune e che tradizionalmente erano riservati ad autorità locali e nazionali e ad ospiti di prestigio italiani e stranieri. Vendita il cui ricavato andrà agli alluvionati della Liguria e a progetti di utilità sociale. Ieri sera erano ancora disponibili 39 posti di platea (a 2.400 euro), 24 posti in palchi di zona 1 (sempre 2.400 euro) e 11 di zona 2 (1.440 euro). C’è da dire che in una settimana non sono certo andati a ruba, ma a sant’Ambrogio manca ancora un po’.