La Scala celebra il grande Toscanini

Sei appuntamenti dal 16 gennaio 2007. Lissner: «Grazie a lui il teatro diventò autonomo»

Il Teatro alla Scala e la Fondazione Toscanini celebreranno insieme il cinquantennio della morte del direttore d’orchestra Arturo Toscanini coinvolgendo le proprie forze artistiche e organizzative in un programma comune.
Le iniziative, presentate ieri alla Scala dal sovrintendente Stephane Lissner, prevedono sei appuntamenti, dal 16 gennaio 2007 per poi concludersi il 17 novembre, e si terranno tra Parma e Milano, rispettivamente le città in cui il maestro è nato e si è consacrato musicalmente. Nel primo concerto, che si terrà alla Scala il 16 gennaio alle 19, la Filarmonica della Scala diretta dal maestro Daniel Baremboin, eseguirà la terza sinfonia di Beethoven, l’Eroica. Appena terminato questo appuntamento, alle 21 nell’Auditorium Paganini di Parma, come a rappresentare una sorta di concerto unico nelle due città toscaniane, la Filarmonica Arturo Toscanini, diretta da Kazushi Ono, eseguirà l’ouverture de I vespri siciliani di Verdi e Vier letzte Lieder, Ein Hekdenleben di Richard Strauss, con il soprano Anja Kampe.
Tra il 5 e il 17 novembre 2007, poi, la Scala e la Fondazione si ospiteranno a vicenda: il 5 novembre si terrà un concerto della Filarmonica parmense alla Scala, mentre il 17 la Filarmonica scaligera, diretta ancora da Baremboin, sarà ospite dell’Auditorium Paganini per eseguire la Messa da Requiem di Verdi. Lo stesso concerto sarà eseguito sempre dall’orchestra della Scala, a Milano, il 9 novembre alle 20.
«C’è una strada importante nella storia della musica, quella che da Parma porta a Milano. Una strada che è sempre a senso unico: verso Nord, verso la Scala. La percorse Verdi, e la percorse idealmente anche Arturo Toscanini, che dopo varie peregrinazioni debuttò alla Scala nel 1896 e poi ne divenne direttore musicale due anni dopo». Con queste parole il sovrintendente della Scala, Stephane Lissner, ha spiegato le ragioni che hanno spinto il teatro a celebrare il 50ennio della morte del direttore d’orchestra parmense. «Toscanini diede impulso alla trasformazione della Scala da teatro privato a ente autonomo - ha proseguito Lissner -. Il suo concerto del 1946, il primo dopo la ristrutturazione della Scala, resta un simbolo per Milano e un esempio per tutti».