Scala, do di petto degli abbonamenti

Lissner: «Siamo ai livelli del Covent Garden» Tra poco installata la «conchiglia acustica»

da Milano

«Piaccia o no, ma le 275 alzate di sipario, l’Accademia del Teatro, l’Ansaldo, il Museo, le tournée all’estero, fanno sì che il Teatro alla Scala si distingua da tutti gli altri». È la sentenza del sovrintendente Stéphane Lissner che ieri ha radunato la stampa per fare il punto della situazione artistico-finanziaria della Scala. Occasione, anche, per ufficializzare una notizia che circolava da tempo: la cancellazione dal cartellone dell’Andrea Chénier, l’opera perseguitata da una catena di defezioni (regista, tenore e direttore). L’Andrea Chénier, atteso anzitutto per la novità dell’allestimento, sarà sostituito dall’ormai secolare Traviata secondo l’allestimento di Liliana Cavani, con Mariella Devia nel ruolo del titolo e Carlo Montanaro sul podio. In compenso, una Traviata nuova di zecca è programmata per il 2013.
È decollato alla grande il progetto-cinema che vede la diffusione in sale cinematografiche (furono trenta quelle italiane coinvolte per il Tristano del 7 dicembre) di opere allestite alla Scala e riprese in alta definizione da Rai Trade. Un progetto colto al volo dall’americana Emerging Pictures, la società che per prima aveva lanciato l’operazione attingendo agli spettacoli del Metropolitan di New York. Quanto alla Scala, l’Emerging Pictures ha messo in pista il Tristano di Barenboim-Chereau e Aida di Chailly-Zeffirelli. I biglietti andati esauriti a New York hanno dato nuova linfa all'operazione ora estesa a cinque titoli (tra cui Maria Stuarda e Traviata di Maazel) che entro il 2008 circoleranno in ottanta sale cinematografiche americane coast to coast, sbarcando pure in Australia, Nuova Zelanda e Brasile.
Altre due novità scaligere. La prima: la diretta tv della prossima prima a cura della Rai. La seconda. L'installazione, entro due settimane, della conchiglia acustica pensata per correggere le storiche imperfezioni di suono del Piermarini. Così come si sta definendo l’operazione di riduzione di 25-30 posti nella seconda galleria come da norme di sicurezza. La Scala si allarga, e gli occhi di Lissner sono puntati sulla Palazzina di via Verdi che offrirà ulteriori spazi alla confinante Scala. «Perché dobbiamo migliorare le condizioni di lavoro. Penso alla inadeguatezza della sala prove dell’orchestra, per esempio». Nuovi spazi anche perché la Scala produce più di prima. «Siamo ai livelli del Covent Garden di Londra, certo siamo sotto quelli di teatri alla tedesca, ma a guadagnarci è la qualità: noi non facciamo la prova al mattino per andare in scena la sera», dice piccato alludendo alla decantata Staatsoper di Vienna e al suo sovrintendente Ioan Holender. Sempre più produttiva e internazionale anche l’Accademia del Teatro alla Scala. Confermati i progetti di scambio con Covent e Opéra di Parigi, ponti solidi con Madrid più la novità offerta dai petrodollari di Abu Dhabi che entro il 2012 inaugurerà un distretto culturale da mille e una notte con filiali di Guggenheim, Louvre e il Performing Arts Center di Zaha Hadid che verrà gestito e alimentato da artisti scaligeri o cresciuti da scaligeri.
Quanto ai numeri. Gli abbonamenti, ora 17.400, sono aumentati del 20%. La struttura degli sponsor ha perso una colonna, la Pirelli, ma Lissner ricorda i due nuovi ingressi: Mapei e Banca del Monte di Lombardia. In sintesi, la Scala di suo (biglietti più sponsor) produce 50milioni di euro, erano 39milioni nel 2005.