Prima della Scala, ecco i gioielli che portano fortuna

Di famiglia, o ricevuti in regalo, molto preziosi, ma anche falsi. Purché siano di diamanti. Il 7 dicembre, nel foyer del Piermarini, i gioielli saranno i veri protagonisti delle mise delle signore. E risalteranno ancora di più sugli abiti minimal scelti per questa prima della sobrietà. Fra le varie pietre preziose, i diamanti saranno le più gettonate. Li indosseranno moltissime signore dell'alta società milanese, come la Marchesa Marta Brivio Sforza, che ha scelto una parure di Van Cleef: oro bianco lavorato come pizzo e brillanti. Daniela Javarone, presidente degli Amici della Lirica, che esibirà una parure di Scavia: oro bianco, brillanti e rubini birmani. Gabriella Dompè, che in base al vestito porterà una parure di famiglia o di Van Cleef, insieme a «una veretta invisibile di brillanti, il mio portafortuna». O, ancora, Claudia Buccellati, che con la gioielleria di famiglia per tradizione illumina décolleté e volti da decenni, e che gioca in casa: «Nelle occasioni ufficiali, non posso indossare che gioielli Buccellati, ma d'altra parte non è il modo migliore per rappresentare l'eccellenza del Made in Italy?»; anche lei avrà una collana in oro bianco e diamanti. Ma perché il diamante è diventato un «must» per la prima? Oltre ad essere la pietra più desiderata, pare abbia poteri taumaturgici e portafortuna: «Chi indossa un diamante, ne percepisce l'energia. Molte leggende parlano di persone che si coprono di diamanti per star meglio. Quale pietra migliore per la prima?» dice Alberto Pederzani della storica gioielleria di via Montenapoleone. Per Sant'Ambrogio anche quest'anno ha venduto decine di collane preziose. Come la splendida parure che indosserà Laura Morino: una «collaretta» e un «ciuffo» di orecchini in oro bianco e diamanti, che abbinerà a un Rolex con la ghiera di brillanti. Certo, «le donne sono belle a prescindere dai gioielli, ma se ne desiderano uno molto elegante, oggi quelli vistosi non vanno più: meglio una pietra preziosa montata in modo semplice e raffinato». Il massimo? Un diamante. Che può essere anche finto se indossato con classe. Come sa fare Marta Marzotto, che l'anno scorso aveva un Valentino vintage con orecchini da 1,80 euro: su di lei sembravano veri. E quest'anno? «Penso che indosserò questa collana - ci mostra un incredibile collier composto di 11 teschi con mandibola snodabile - . Brillanti? Ma va, sono finti, li ho assemblati io, mi portano fortuna». Anche i gioielli allontanano la iella? Per la regista Emma Dante, che lunedì debutta con la Carmen sulle scene del Piermarini, sì. Per scongiurare fischi, critiche e polemiche che ogni anno la prima della Scala si porta dietro, si è fatta disegnare una parure-talismano. «Una sorta di parafulmine pensato per addolcire le proverbiali esternazioni dei loggionisti, ma non solo», anticipa la designer Giuseppina Fermi, che ha creato per la Dante gioielli lavorati con la tecnica della cera persa, quella utilizzata dagli scultori. Niente diamanti però per la regista, che ama i look molto alternativi. Lunedì esibirà un piccolo bijoux applicato alla treccina bianca che caratterizza la sua folta chioma nera, abbinato a collana e orecchini fatti con un mix di argento e pietre dure in tinta con l'abito (verde, turchese e fucsia). E anche nel foyer, a Sant'Ambrogio i talismani anti-iella saranno tanti. «Magari non proprio un gioiello, come la regista, però anche chi fa parte del pubblico ha sempre addosso o nella borsetta un cornetto, un santino o un piccolo talismano - racconta la signora Dompè -. Lo si fa alla prima della Scala, come a tutte le grandi manifestazioni. Per essere immuni dalle invidie degli altri...»