Scala, Fontana fa causa e chiede i danni

L’ex sovrintendente del teatro vuole un doppio risarcimento: morale e materiale

Sabrina Cottone

da Milano

Carlo Fontana ci ripensa e fa causa alla Scala per essere stato licenziato ingiustamente. Non solo, chiede i danni al sindaco di Milano, Gabriele Albertini, «per le modalità con le quali il licenziamento è stato attuato e reso pubblico». L’ex sovrintendente che all’indomani della revoca aveva rinunciato a procedere contro la Scala ha cambiato idea e vuole dal Teatro un risarcimento doppio, morale e materiale: la dichiarazione di illegittimità del licenziamento e la condanna della Scala a pagare l’intera indennità sostitutiva del preavviso.
La lettera di due pagine in cui «per senso di responsabilità» Fontana, appena revocato, rinunciava a opporsi era arrivata sul tavolo di Gabriele Albertini (presidente della Fondazione Scala) lo scorso febbraio, pochi giorni dopo la decisione del consiglio d’amministrazione di sostituirlo con Mauro Meli. Un addio con otto mesi di anticipo che sembrava essere stato risolto in modo indolore, o almeno con un gentlemen agreement stretto in nome della Scala, per evitare di fare ancora del male al teatro già in piena bufera. Il consiglio d’amministrazione si era impegnato a «salvare la faccia» del sovrintendente, che aveva stretto con il sindaco un accordo di uscita non consensuale ma neppure traumatica.
La legge però in casi del genere concede sei mesi di tempo per ripensarci. E è esattamente quel che ha fatto l’ex sovrintendente a poche settimane di tempo dalla scadenza dei termini, con una raccomandata firmata da lui e dal suo legale e datata 16 giugno 2005: «Il dottor Carlo Fontana mi ha incaricato di procedere giudizialmente contro di voi per ottenere l’accertamento della natura a tempo indeterminato del rapporto e la conseguente illegittimità e ingiustificatezza del licenziamento disposto nei suoi confronti». Insomma, Fontana ha scoperto di essere stato licenziato in malo modo e senza giusta causa. E in ritardo ma non troppo ha presentato il conto.

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