Scala, Formigoni paga la quota ma chiede l’ingresso dei privati

La Scala come Expo. La storia dei fondi è molto simile, almeno per certi versi. In entrambi i casi il Comune e la Provincia non sono in grado di versare la propria quota. E la Regione, che invece non ha nessun debito, chiede che vengano coinvolti i privati per poter mettere a posto quote, bilanci e poter andare avanti con i progetti e le attività. E per non paralizzare tutto. Nel caso di Expo il Pirellone ha perfino anticipato le quote, nel caso della Scala è stato l’unico ente ad aprire realmente il portafogli: in tutto 2,7 milioni, di cui la prima tranche da un milione è stata versata a luglio. Il resto sarà versato a dicembre.
Mentre dalle casse del Comune mancano i 3 milioni di euro promessi dall’ex sindaco Letizia Moratti, «Regione Lombardia - sottolinea il presidente lombardo Roberto Formigoni - ha versato come sempre il proprio contributo. Sembra una cosa scontata che la Regione faccia il proprio dovere, ma così non è. Regione Lombardia è previdente, sa quali sono le priorità, mette da parte i soldi ed è capace di versare alle date dovute i fondi, per esempio per la Scala. La Scala è una delle eccellenze del nostro territorio che vanno preservate, dopo di che è da tempo che sottolineo che c’è bisogno del contributo dei privati in tantissimi campi».
Dal canto suo la Provincia, che non naviga certo nell’oro, ammette che il versamento della quota da 2,9 milioni di euro che deve al Piermarini dipende dalla vendita di un palazzo di proprietà dell’ente in corso di Porta Vittoria, di fronte al tribunale. La base d’asta è di 55 milioni ma vendere l’immobile non è affatto semplice e già l’asta è andata deserta due volte.
«Troveremo altre risorse» si è invece scusato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia che, al primo cda della Scala, ha spiegato la situazione a Palazzo Marino. I tre milioni promessi dalla precedente giunta verso la fine del mandato come contributo straordinario non sono stati messi a bilancio e di fatto non ci sono. Tuttavia «mentre il Governo ha diminuito il suo, noi confermiamo il nostro contributo a bilancio» promette il sindaco. Pisapia comunque ha rimandato tutto al 30 settembre, quando verrà presentato il bilancio in Consiglio comunale». A quel punto, con i conti di Palazzo Marino alla mano «faremo di tutto per dare un segnale forte del nostro attaccamento e dell’importanza che diamo alla Scala come luogo di cultura e di eccellenza della lirica a livello internazionale», ha assicurato.
Una strada per risolvere i problemi di bilancio del teatro potrebbe allora essere quella dell’ingresso di nuovi soci nella Fondazione. «È sicuramente una via su cui bisogna riflettere e che si può percorrere», ha proseguito Pisapia che infine ha fatto «un appello alla città, al privato, a chi può, affinchè dia un sostegno alla Scala». Quella dei privati è la via che lo stesso Formigoni sostiene da tempo e su cui preme per non frenare cultura, concerti e per fare in modo che la Scala resti il teatro internazionale che è.