Scala: «grandi» nomi per il cda

Sabrina Cottone

La Scala avrà un consiglio di amministrazione di grande prestigio. Questo pomeriggio l’assemblea dei soci, convocata per il rinnovo del cda che scade dopodomani, si prepara a confermare Bruno Ermolli, il vicepresidente che alla fine ha deciso di cedere alle insistenze di chi gli chiedeva di rimanere nella Fondazione. Se tutto andrà come previsto, saranno formalizzati gli ingressi di Francesco Micheli, il finanziere già presidente del Conservatorio, e di Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni. Presidente, come è ovvio, resta il sindaco di Milano, Gabriele Albertini. La Regione e il ministero dei Beni culturali indicheranno nei prossimi giorni le persone sulle quali è caduta la scelta. E oggi pomeriggio alle tre il consiglio di amministrazione della Fondazione Cariplo farà il nome del successore di Fedele Confalonieri come rappresentante all’interno del Piermarini, dopo che il presidente Mediaset ha deciso di non continuare a essere presente nel cda. Il consiglio di amministrazione del teatro è composto da sette membri di cui quattro di diritto e cioè il Comune di Milano, il ministero dei Beni Culturali, la Regione Lombardia e la Camera di commercio, diventa membro di diritto recentemente, dopo una modifica dello statuto. Rimane fuori la Provincia di Milano, nonostante le richieste del presidente, Filippo Penati, che però stanzierà solo 1,3 milioni di euro come prima tranche di quattro per arrivare a 5,2, la soglia minima prevista per richiedere l’ingresso nel consiglio. In ogni caso l’ingresso della Provincia è subordinato all’allargamento del numero di consiglieri di amministrazione da sette a nove e al momento lo statuto è stato approvato senza prevedere l’ampliamento del cda. La Scala, insomma, si prepara a affrontare in forze e con un cda rinnovato e di prestigio la prima del 7 dicembre e la prima stagione senza Riccardo Muti. Ad aprire sarà l’Idomeneo di Mozart, il cui allestimento è stato già quasi completamente concluso. Il sovrintendente, Stephane Lissner, nei suoi primi sei mesi di mandato si è occupato di mettere a punto le prossime quattro stagioni: fra dicembre e gennaio sarà pronta la programmazione 2006-2007, a giugno sarà la volta della stagione 2007-2008. Lissner si occupa a tempo pieno della Scala, perché ha appena annunciato di essere pronto a dimettersi dal Festival di Aix-en-Provence, di cui era l’anima prima di accettare la sfida del Piermarini. E il sovrintendente ha assicurato che la filosofia della nuova Scala sarà l’apertura agli altri teatri italiani e europei. L’Idomeneo, coproduzione con i teatri di Parigi e Madrid, è solo il primo passo, perché nel futuro c’è la presenza al Piermarini dell’orchestra di Santa Cecilia di Roma e della milanese Orchestra Verdi. Ogni anno, poi, la Scala ospiterà un altro teatro lirico italiano, con un’opera eseguita con la sua orchestra e i suoi artisti. Il primo teatro ospite sarà il San Carlo di Napoli nell’ottobre 2007, nel 2008 toccherà alla Fenice di Venezia, che porterà «Il crociato in Egitto» di Giacomo Meyerbeer. Sabrina Cottone