Alla Scala un Morricone da Oscar

Piermarini tutto esaurito, il Maestro ha diretto Filarmonica e Coro in alcune delle sue più belle colonne sonore

Tre bis, tre, chiesti e pretesi da un diluvio di applausi e due standing ovation. È la prima della Scala di Ennio Morricone e forse il velluto rosso del Piermarini è persino più emozionante del tappeto rosso della notte degli Oscar. Arriva un urlo dal loggione, ma non è la contestazione di un ortodosso del tempio della lirica profanato dal cinema. «Grazie maestro!» è l’omaggio al compositore autore di sinfonie famose in tutto il mondo. Lui è stretto in un impeccabile, elegantissimo tight e saluta il pubblico con inchini che sembrano riverenze.
Non si risparmia e non lascia riposare neanche la soprano Susanna Rigacci. Volano le note della celeberrima melodia de Il buono il brutto e il cattivo e di C’era una volta il West. La cantante fa ondeggiare i fianchi nel vestito rosso ed è come se all’improvviso si materializzasse Claudia Cardinale e poi la guerra di Secessione e le terre incandescenti del New Mexico. Il pubblico è quello dei grandi debutti e questo lo è, per Ennio Morricone e il grande schermo, che è come se facesse da sfondo invisibile al palcoscenico, all’orchestra della Filarmonica e al coro della Scala. Appaiono nella mente Clint Eastwood, Robert De Niro, è un effetto strano e piacevolmente straniante quest’opera (non) recitata dalle star di Hollywood.
Piace a Fedele Confalonieri («un bel concerto»), al sovrintendente Stéphane Lissner che batte le mani nel suo palco, a Roberto Gervaso, a Mike Bongiorno e consorte, a Vittorio Sgarbi («una musica che piace senza passare dalla testa») ai tanti sconosciuti che affollano la platea e i palchi. Un pubblico strano, in parte il solito e in parte diverso, qualcuno batte il tempo sui jeans, molti fanno dondolare la testa come ragazzini al concerto di Vasco. Invece è il classicissimo Ennio Morricone con le sue sinfonie e si parte da La tenda rossa e dalla storia del Dirigibile Italia che precipitò tra i ghiacci del Polo Nord per andare a C’era una volta in America e a Novecento, che chiude la prima parte. Dopo l’intervallo i pezzi storici, da C’era una volta il West a Giù la testa a Mission. Nel finale, tra i bis, fuori programma arriva Nicola and Bart, la ballata di Sacco e Vanzetti.
Il concerto è stato organizzato per beneficenza e l’incasso devoluto all’Associazione Don Giuseppe Zilli per la Famiglia e le Comunicazioni Sociali, la onlus presieduta da don Leonardo Zega che ricorda lo storico direttore di Famiglia Cristiana e promuove la formazione, lo sviluppo e la stabilità della famiglia secondo principi cristiani. La serata si è conclusa con una cena di gala. Spaghetti western di beneficenza.