«La Scala risorge dalle polemiche»

Polemiche lontane, la Scala volta pagina: «Sarà come una casa da aprire a tutti». Sembra passato un secolo da quel terremoto invernale che aveva investito il teatro. E ieri, un Albertini emozionato ha presentato il primo cartellone del dopo Muti: «La storia di questa istituzione ci insegna a guardare sempre al futuro, senza mai voltarsi indietro». Detto e fatto, via dunque a una nuova era, via ad altre sfide: «Gli spettacoli passeranno da 150 a 210; bene, visto che un operaio ha 225 giorni lavorativi l’anno». Successo per Stéphen Lissner, sostituto dell’ex sovrintendente Carlo Fontana, anche lui impegnato ad annunciare i programmi e la linea prescelta: «Dobbiamo portare sapere e conoscenza, così si realizza la definizione di teatro a vocazione pubblica».
Novità anche per gli Arcimboldi, con il Comune sempre dell’idea di coinvolgere privati per lanciare un stagione «colta», anche con concerti jazz, musical e pop star: «Ci sono già contatti con una società internazionale disposta a spendere un milione di euro all’anno».