Scala, ritorna l’orchestra aperta a tutti quanti

Il grande direttore russo Valery Gergiev apre i concerti del Piermarini
con le prove in pubblico. Da un violinista all’altro: domenica Uto Ughi
protagonista di una serata per la Fondazione Donna

Valery Gergiev quando raggiunge il podio si trasforma letteralmente. Nella quotidianità, per dire se lo incontri per strada o nella hall di un albergo per un’intervista, lo vedi discorrere con estrema pacatezza, morbidamente. Non diresti proprio che costui è Valery Gergiev, il direttore magnetico, vulcanico, capace di scuotere orchestre e pubblico. Solo gli occhi tradiscono la calma del conversatore: animosi e malinconici allo stesso tempo, come vogliono le due anime della Madre Russia dove Gergiev è nato nel 1953. Una personalità folgorante, la sua, eccellente là dove c’è il delirio interpretativo: russo anzitutto. E’ l’anima del teatro Marinskij, uomo di spicco del panorama musicale russo, l’uomo che nel giro di pochi anni ha reso il teatro di San Pietroburgo il numero uno della Russia affondando il Bolshoi.
Domenica e lunedì, Gergiev torna sul podio dell’Orchestra Filarmonica della Scala, il complesso che conobbe per la prima volta vent’anni fa. E’ atteso domenica mattina con le prove aperte alla cittadinanza, e l’indomani (ore 20) per il concerto ufficiale nonché inaugurale della stagione dell’orchestra. Mercoledì, Gergiev porta con sé la Filarmonica a Zagabria, mentre il giovedì seguente cede le consegne al giovane Diego Matheuz, pupillo abbadiano, che conduce l’orchestra milanese al Konzerhaus di Berlino. Gergiev, presenza assidua a Milano, per il ventennale ha scelto un programma affine a quello dell’esordio, quando, giovanotto giunto in Italia in piena fase di disgelo sovietico, giocò la carta – vincente – di un programma russo, fatto di pagine-icona di casa propria. Vale a dire: Concerto per violino e Quarta Sinfonia di Cajkovskij, appunto nel programma di domenica e lunedì, più il non proprio scontato poema sinfonica Lago incantato di Ljadov. Il concertone violinistico, con quel suo carico fascinoso di melodie, è affidato alle mani d’oro di Leonidas Kavakos, violinista greco, spesso alla Scala e alle Serate Musicali che per prime lo scoprirono e lanciarono.
La prova di domenica sarà preceduta da una conversazione degli artisti con Ernesto Schiavi, direttore artistico della Filarmonica, un’iniziativa che nasce dalla collaborazione con UniCredit, sponsor di punta dell’orchestra (che nasce da una costola della Scala, ma è un organismo autonomo).
Domenica, alle ore 21, nell’Auditorium Cariplo, è atteso un altro violinista dalla carriera di lungo corso. Ovvero Uto Ughi, con la Cei Youth Orchestra, protagonista di una serata a sostegno di «One day stop cancer in women» una delle iniziative che la Fondazione Donna a Milano sta realizzando in Ghana.
Il complesso accoglie orchestrali giovanissimi, fra gli 11 e i 18 anni, provenienti da diversi Paesi europei. Il caso vuole che in programma figuri lo stesso concerto proposto da Kavakos l’indomani, alla Scala: il best seller cajkovskiano. In più, Suite sinfonica Sheherazade (Op. 35) di Nikolai Rimsky-Korsakov.