Scala, la Walkure sarà a impatto zero

Enrico Bagnoli, scenografo dell'opera wagneriana, presenta l'allestimento altamente tecnologico e ad impatto zero della prima che apre la stagione scaligera. Intanto il sovrintendente Lissner lancia un nuovo appello per i fondi

Milano - Un allestimento ad alto contenuto tecnologico. Ma nonostante questo assolutamente ad impatto zero. Il prossimo 7 dicembre sarà una "prima" della stagione scaligera da record

Ecosostenibilità La prima della Scala, quest’anno, sarà ecosostenibile: le 80 tonnellate di anidride carbonica che si stima saranno prodotte per la Walkure (incluso il trasporto del pubblico) saranno infatti compensate dall’energia eolica. Batterie ad energia solare alimenteranno, invece, il maxischermo sistemato nell’ottagono della Galleria Vittorio Emanuele. Autore dell'istallazione è Edison, la società che nel 1883 ha illuminato la Scala - primo teatro d’Europa - con energia elettrica.

Tecnologia Nell’allestimento che debutterà martedì prossimo, le scenografie classiche lasceranno posto a foreste fatte di grandi pali, simili a lance, a una selva di fili rossi che pendono dal soffitto al posto dei cadaveri, a una sfera rotante dove si materializzano delle immagini.  Proiezioni video, virtualità e illusioni ottiche create giochi di luci ed ombre pervaderanno questo nuovo capitolo della tetralogia wagneriana.L’apporto scenografico, tuttavia, non toglierà importanza al cantato, ma "servirà per raccontare una storia e sarà ad uso del racconto wagneriano". A spiegarlo agli studenti dell’Accademia di Brera a Milano è stato oggi Enrico Bagnoli, scenografo e light designer dell’opera: "La nostra cura per scene e luci viene confusa con mancanza negli altri dettagli, ma per noi si tratta di linguaggi paralleli. Un contesto visivo forte non svilisce i cantanti, ma amplifica la loro espressione".

Aiuti privati "L’aiuto dei privati è necessario, ma non sufficiente e soprattutto sbaglia chi pensa che i privati possano sostituire lo Stato": questa la posizione del sovrintendente alla Scala Stéphane Lissner. I grandi stati europei, secondo il sovrintendente hanno il dovere di sostenere il proprio patrimonio culturale. "La Scala - ha concluso - ha oggi bisogno di minimo 40 milioni di euro all’anno da partre dello Stato, se si andasse oltre all’attuale 60 per cento di autofinanziamento sarebbe pericoloso per il teatro". Se non sarà reintegrato il Fus 2010 (il fondo unico dello spettacolo), per la Scala si presenta il rischio concreto di chiudere il bilancio in rosso.