«Per scalare Serravalle la Provincia taglia gli investimenti»

Il sindaco accetta l’invito a pranzo del presidente alla Festa dell’Unità ma la pace è lontana: «Ha premiato persone che hanno il solo merito di aver occupato abusivamente un campo nomadi»

Sabrina Cottone

Si vedranno alla Festa dell’Unità ma nessuno è pronto a scommettere che quello previsto intorno al dieci settembre sarà un pranzetto tranquillo. Gabriele Albertini e Filippo Penati, sindaco e presidente della Provincia, hanno almeno due conti in sospeso: la Serravalle («scalata» da Penati, poi denunciato alla Corte dei Conti da Albertini) e i campi nomadi tutti concentrati a Milano. E il sindaco va all’attacco su un altro tema caldo, l’emergenza abitativa in città: «Il Comune ha in fase di realizzazione 30mila appartamenti. Se la Provincia collaborasse, potremmo essere più coerenti». Invece al momento le iniziative di Palazzo Isimbardi sono servite a trovare casa solo ai rom.
Temi caldi che saranno discussi al Monte Stella. «Sono sempre andato alla Festa dell'Unità, tranne l’anno scorso. Potrò quindi accettare l'invito quest’anno - assicura Albertini -. Sarà l'occasione per discutere con Penati di una vicenda che io sinceramente non ho ancora capito né come cittadino né come sindaco». Spiegazioni sulla Serravalle che il sindaco ha chiesto direttamente alla Corte dei Conti. «Con Albertini alla Festa dell’Unità si potrebbero ripristinare rapporti non solo corretti dal punto di vista istituzionale, ma anche più distesi e sereni sul piano personale. Se verrà alla Festa gli spiegherò l’operazione, sempre che i Ds invitino anche me» assicura dal canto suo Penati.
Ancora più acceso lo scambio di vedute sui campi nomadi e in particolare sulle case affittate dalla Provincia nella zona della Stazione per ospitare alcuni degli ottanta rom sgomberati dagli insediamenti irregolari di via Capo Rizzuto. «Le dichiarazioni di buone intenzioni da parte di Penati sui rom sono rimaste tali» attacca Albertini, che ricorda come l’unico comune della provincia a ospitare i campi nomadi sia proprio Milano. Il sindaco non è convinto nemmeno della soluzione inventata dalla Provincia per ospitare i nomadi: «Se è una soluzione transitoria può essere accettabile, se diventasse definitiva avremmo il singolare caso di persone premiate per aver occupato abusivamente campi nomadi». Un paradosso secondo Albertini, dal momento che in questo modo si troverebbe in una situazione migliore rispetto a cittadini che non hanno mai occupato nulla e che hanno almeno i medesimi diritti: «È difficile spiegare la cosa a migliaia di milanesi che non hanno un’abitazione dignitosa». E il sindaco estende la polemica all’intera questione case: «Noi abbiamo già realizzato 10mila appartamenti e ne realizzeremo altri 20mila. In totale 30mila, una quantità simile alla città di Varese. Se anche la Provincia collaborasse con noi, potremmo essere più coerenti».
Penati replica e contrattacca. «Lo sa bene Albertini che è una soluzione transitoria trovata per rimediare all’assenza del Comune. Abbbiamo realizzato un dormitorio, non abbiamo dato un alloggio, infatti non ci sono state assegnazioni. E questa soluzione è meno onerosa che realizzare un campo provvisorio. L'obiettivo rimane il campo della solidarietà proposto da don Virginio Colmegna».