Scaldarsi in piazza con Bacharach

«A Burt Bacharach, uno dei più grandi compositori della storia, per aver unito intere generazioni con il suo carisma e la sua musica senza tempo». L’ottantunenne artista americano, ossuto nel maglione beige a girocollo e con le Adidas ai piedi, guarda la pergamena srotolata dall’assessore Terzi e ringrazia sorridente. L’ottimismo del resto è d’obbligo per il concertone natalizio di piazza Duomo che si preannuncia sottozero. L’anziano Burt forse non ha ancora realizzato ma Terzi rassicura tutti dispensando un’immagine da spot della coca cola: un pubblico «sciarpito» sotto la neve che fiocca e come colonna sonora i violini di «On my own» e «Making love». Viene quasi voglia andarci, stasera in piazza Duomo, muniti di vitamina C. Del resto non è mai morto nessuno ma anzi è ancora vivo in molti il ricordo dello scorso anno quando la voce soul di Natalie Cole scaldò i cuori del pubblico e prima ancora successe con le colonne sonore del grande Morricone. Bacharach, però, è un autentico monumento alla musica transgenerazionale e l’assessore, non a torto, lo mostra come un trofeo: «Premesso che ho tutti i suoi dischi - dice - Bacharach è un regalo di Natale davvero speciale per chi ama la musica di qualità».
Appuntamento alle 21, dunque, dove la leggenda della musica americana vincitore di tre Oscar e sei Grammy, dirigerà un’orchestra dal vivo composta da 35 elementi, con la partecipazione di 20 archi dell’Orchestra Lirica dei Pomeriggi musicali. In scaletta, alcuni dei brani più famosi del pianista di Kansas City, come «What the world needs now is love», «I say a little prayer», «I’ll never fall in love again» e, inutile dirlo, la mitica «Raindrops keep falling on my head».
Le sue sinfonie d’amore sono grandi classici che hanno appassionato intere generazioni, presi in prestito da musicisti e cantanti di tutto il mondo, dai Beatles ad Aretha Franklin, da B. J. Thomas a Tom Jones, da Dusty Springfield ai Drifters. Ma la voce che più di tutti viene associata a Bacharach è quella di Dionne Warwick, con la quale il compositore instaurò un lungo e felice sodalizio. Famose anche le colonne sonore che hanno accompagnato fortunate pellicole d’oltreoceano come «Casino Royale» («The look of love» cantata da Dusty Springfield), e «Butch Cassidy and the Sundance Kid», che fece da sfondo a «Raindrop s keep falling on my head» scritta dal fedelissimo paroliere Hal David.