"La bellezza di Homi è anche quella delle grandi aziende made in Italy che espongono qui"

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto in visita al Salone degli stili di vita di Fiera Milano: "Le manifestazioni italiane devono fare sistema ed essere campioni in grado di confrontarsi con i competitor europei, il luogo dove si deve andare a esporre per crescere sui mercati"

Grande attenzione per le manifestazioni di Fiera Milano, per il sistema fieristico italiano e per le imprese del made in Italy. E’ questo senso della visita del sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto a Homi, il Salone degli stili di vita in corso nel quartiere fieristico milanese fino a lunedì 19 settembre con quasi 1500 espositori (il 25% stranieri) dove il made in Italy delinea fra eleganza, novità, e innovazione il mondo della casa che si vive quotidianamente, dalla tavola agli accessori, dall’arredo ai complenti, dall’oggettistica al tessile fino ai gioielli e i bijoux per finire al wellness e all’arte della cura della persona. Spaccato di un made in Italy sempre in evoluzione, capace non solo di cogliere i cambiamenti del gusto contemporaneo ma di anticiparli.

La visita di Scalfarotto, accompagnato dal presidente di Fiera Milano Roberto Rettani, dall’amministratore delegato Corrado Peraboni e dal direttore di Homi Cristian Preiata è stata anche l’occasione per fare il punto sul ruolo delle fiere a sostegno dell’export italiano al quale il governo dedica attenzione e risorse. “Siamo passati da 4 milioni di euro ai quasi 50 milioni investiti lo scorso anno, con un deciso cambio di passo. Si tratta di fondi pubblici che servono a sviluppare l’economia del Paese e devono essere distribuiti per fare in modo che siano una leva di crescita e non una forma di assistenzialismo a questa o quella manifestazione - spiega Scalfarotto -. Per raggiungere questo obbiettivo ci siamo concentrati sulle fiere più importanti. Stiamo cercando di far passare l’idea che dobbiamo superare la competizione domestica per concentrarci sulla competizione internazionale. Quello che conta non è combattere guerre di campanile ma di avere fiere che siano campioni in grado di confrontarsi con i grandi competitor europei”.

“Il comparto fieristico italiano quando fa sistema diventa molto più forte, viceversa quando si presenta con piccole isole scollegate tra loro diventa molto più debole e non è in grado di aiutare le imprese sui mercati - sottolinea ancora il sottosegretario allo Sviluppo Economico -. In molti settori come la meccanica, la moda e il fashion, il mobile e il design abbiamo il know how, la tradizione. E spesso le più importanti fiere straniere sono grandi proprio alla presenza di espositori italiani. Per questo dobbiamo fare in modo che le nostre fiere tornino ad essere il luogo dove si deve essere, dove si deve andare”.

“Homi è una rassegna che racconta lo stile di vita italiano e lo fa crescere nel mondo. I buyer trovano un sistema di imprese e di offerta espositiva molto ampio presenta con stile. E la bellezza che vediamo in questa fiera non sarebbe possibile se dietro non ci fossero imprese e imprenditori capaci di organizzare le proprie aziende e creare modelli di business di successo vincenti. Capacità di fare belle cose e di farle bene, questo è il grande asset del nostro sistema produttivo. Economia, cultura, identità e storia si intrecciano, il filo conduttore fra design industriale e design applicato in altri campi è sottile e noi riusciamo a fare tutto questo. La domanda è: siamo in grado di esprimere appieno il nostro potenziale? La mia risposta è che non lo facciamo sempre perché non sempre facciamo sistema”.

Fare sistema è la parola d’ordine soprattutto in un momento di frenata delle economie mondiali e delle esportazioni che rende quanto mai attuale il piano di promozione made in Italy. “La flessione dell’export internazionale ha toccato anche un paese come la Germania che ha registrato numeri peggiori dei nostri. Noi - conclude Ivan Scalfarotto -, abbiamo investito con grande convinzione nel piano del made in Italy e andremo avanti su questa linea: l’investimento nella internazionalizzazione è una voce del nostro bilancio pubblico che deve essere rafforzata anche in momento di restrizione e di attenzione ai costi. Le imprese che sono riuscite a internazionalizzarsi e soprattutto a farlo diversificando su più mercati sono quelle che hanno resistito meglio alla crisi economica, quella è la strada da percorrere e il sistema fieristico ha un ruolo centrale come piattaforma di business per il made in Italy”.