Scalo farini, stranieri rapinano sedicenne e le prendono a calci il cane

La ragazza è stata aggredita in pieno giorno: fuggiti i due immigrati. De
Corato: "Le Fs mettano in sicurezza l’area o qui ci scappa il morto"

Due stranieri, grossi e robusti bloccano in pieno giorno una adolescente, la rapinano e prendono a calci il suo cucciolo. L’aggressione in via Valtellina, a due passi dallo Scalo Farini, rifugio di disperati che ogni giorno invadono il quartiere in cerca di prede. Tanti gli episodi in questi ultime settimane e ora Riccardo De Corato torna a chiedere alle Ferrovie di mettere in sicurezza l’area.
L’ex deposito è da tempo è ormai fortino dei disperati, sessanta ettari, come Parco Sempione, di sporcizia, degrado, fabbricati dismessi, dove si agitano centinaia di persone, uomini e donne, soprattutto nordafricani, ma anche tanti italiani. Qui il 15 agosto la polizia blocca due palestinesi e un marocchino, autori di un furto di rame. Ai primi di settembre vengono presi tre dei magrebini responsabili di una rissa di fronte alla Dogana. Il 12 ottobre una marocchina di 18 anni viene violentata da un palestinese di 32, in uno stabile abbandonato. Cinque giorni dopo un marocchino di 21 anni, viene raccolto in fin di vita in via Valtellina.
E sempre in via Valtellina, all’angolo con via Arnaldo Da Brescia, l’altro giorno alle 15 una ragazzina di 16 anni sta portando a passeggiare il cagnolino. Le si parano davanti due stranieri, l’adolescente non sa specificare l’area geografica di provenienza. Sa solo che hanno tra i 40 e i 50 anni, sono grandi e grossi e hanno un oggetto appuntito in mano. La vittima è costretta a consegnare ogni cosa che abbia un qualche valore: la giacca rossa della Timberland, l’ombrello, l’orologio, la cintura, il cellulare e 10 euro. Il suo cucciolo percepisce la paura della padroncina e cerca di reagire come può, abbaiando. E rimedia un paio di calcioni che lo fanno volare per aria. La piccola lo raccoglie, tremante più di lei e scappa a casa, poco distante. Arriva piangente dalla madre che chiama il 113. Dopo poco una volante raccoglie denuncia e descrizioni dei due farabutti. Anche se è forse è troppo poco per sperare di individuarli. E poi dentro lo scalo Farini sono un po’ tutti così: male in arnese e sguardo cattivo.
«Un’escalation che rende quanto mai inderogabile l’obbligo delle Ferrovie di mettere in sicurezza l’ex scalo - accusa ora il vice sindaco Riccardo De Corato -. Un urgenza che, dopo ripetuti solleciti, ribadirò mercoledì 24 al rappresentante dell’Fs che incontrerò a Roma. E che, con una lettera, ho sottoposto anche all’attenzione del Procuratore della Repubblica Bruti Liberati. La situazione va subito sanata se non vogliamo che lì ci scappi il morto».