Scalzati dai big, Ravera e Monteleone restano a casa

Probabilmente avevano già fatto anche il biglietto aereo per Roma. Dal Cristoforo Colombo a Fiumicino, sola andata. 29 aprile come data d’imbarco, perché oggi nella Capitale si riuniscono le nuove Camere e, a sorpresa, la Liguria perde un deputato ed un senatore. Nessun taglio a favore di altre regioni ma due big che scelgono la nostra terra per farsi eleggere.
Due che nei giorni scorsi avevano anche brindato per la loro elezione ora si ritrovano con il cerino in mano. Due modi differenti di reagire alla non elezione. Esce di scena Bruno Ravera, tutti lo davano senatore perché numero due nella lista della Lega Nord dietro a Roberto Castelli che era candidato anche in altre regioni e sembrava non avere mire da queste parti. Ravera aveva anche organizzato una conferenza stampa per spiegare che sarebbe stato un senatore poco romano e molto ligure, «Avevo detto che anche gli attacchini potevano diventare senatori, oggi mi correggo e dico che gli attacchini possono diventare gazebini», scherza Ravera rilanciando il suo servizio per la Lega e promettendo di continuare a sostenere il movimento tra ronde e gazebo, «l’ho presa di buon cuore, ho 79 anni non avevo certo mire particolari. Il movimento ha scelto così, chiedo solo a Castelli di essere presente sul territorio ligure». Se Ravera la decisione sembra averla (...)
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