Scamarcio: 1 milione e mezzo in un giorno

Botteghini assediati non solo dagli adolescenti. Moccia: «Momento magico, l’amore vince su tutto»

da Roma

Il pubblico deve aver proprio voglia di loro. Di Step, Gin e Babi, gli adolescenti malati d'amore di questo «Tempo delle mele» riveduto e corretto in salsa mocciana. La notizia? Solo nella giornata di venerdì, con le sue 650 copie, Ho voglia di te ha incassato 1 milione e mezzo di euro. Una partenza bruciante. Un record assoluto. A confrontare i dati ufficiali Cinetel, riferibili a un minor numero di copie censite, si scopre infatti che la commedia con Scamarcio & Chiatti supera big come Pinocchio e Manuale d'amore 2 : 1 milione e 270mila euro contro 1 milione e 70mila euro (Benigni) e 1 milione e 57mila euro (Veronesi). Ma Ho voglia di te regge bene anche la sfida con gli hollywoodiani Harry Potter e il calice di fuoco e Matrix Reloaded, soccombendo solo a Il Codice da Vinci, che nel primo giorno totalizzò 2 milioni, però con 920 copie.
Durerà? Difficile dirlo. Ma è un fatto che anche ieri, sin dal primo spettacolo, i botteghini dei multiplex sono stati presi d'assalto da torme di ragazzine-ragazzine tra i 15 e i 18 anni. «Se avanti così già lunedì potremmo arrivare a 6 milioni di euro», gongola Paolo Ferrari, presidente di Warner Bros Italia, che distribuisce. Mentre Riccardo Tozzi, a nome della produttrice Cattleya, non si sbilancia: «Una bella sorpresa, siamo molto felici. Ma è ancora presto per capire la portata del fenomeno. Certo, questo primo risultato dimostra che esiste, oggi in Italia, un cinema di genere capace di intercettare grandi masse. Significa che ci saranno più soldi, anche per fare film d'altro tipo». Si ripete dunque l'exploit di Natale a New York (25 milioni di euro), Manuale d'amore 2 (20 milioni), Notte prima degli esami-Oggi (13 milioni fino ad ora). Un'infilata di successi che, spiegano gli esperti, potrebbe portare al 40 per cento la quota di mercato riservata al cinema italiano nel 2007.
«L'amore vince su tutto, è un momento magico, perché rovinarlo cercando una spiegazione», commenta Federico Moccia, già asceso al ruolo di gloria nazionale e di guru generazionale. Come sapete, Fiorello ha preso a imitarlo con bonaria cattiveria a Radiodue, facendogli il verso pariolino, e vedrete che il suo terzo libro, Scusa ma ti chiamo amore, non tarderà a finire sullo schermo. D'altro canto, ci sarà pure un motivo, oltre ai lucchetti d'amore di Ponte Milvio, se Ho voglia di te s'è imposto con tali cifre. D'accordo, c'è Riccardo Scamarcio, il nuovo James Dean, bello e impossibile, ma anche vulnerabile e riflessivo. Le fanciulle, narrano le cronache, gli gettano fiori, pupazzi, anche reggiseni, com'è successo venerdì a Milano durante la registrazione di un programma di Mtv. Lui, stando al gioco, risponde: «Nessun altro potrebbe interpretare Step. Step sono io». E quelle vanno in sollucchero, magari senza sapere che fino all'ultimo il loro beniamino, oggi fidanzato con la più agée Valeria Golino, ha esitato nell'accettare la parte, un po’ per alzare il prezzo del compenso, un po’ perché non voleva farsi inchiodare al personaggio del bel tenebroso.
Ma va bene così. Il cinema italiano ha bisogno di ricreare il suo star-system, e Scamarcio, che ha sostituito Stefano Accorsi e Kim Rossi Stuart nel cuore delle adolescenti, ha occhi, capelli e grinta maledetta per durare alla distanza. Anche alla faccia dei critici, che pure si sono divisi. Tra chi, come Paolo Mereghetti sul Corriere, liquida il film facendo spallucce, riducendolo «a una serie di cliché inerti», a un catalogo «di immagini piatte e sfibrate»; e chi, come Marco Giusti sul manifesto, lo definisce «il migliore, il più solido, il più fresco e meglio recitato di tutti questi film romantici di tendenza Moccia-Muccino».